PARTE TERZA (continued 2)
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Mi sentivo commosso. Ed io, miserabile minuscola creatura, invece di seguitare a chiedere alla scienza degli uomini e alla scienza di Dio il vero e profondo significato di quel vanitas vanitatum in cui si risolvono fin le grandi evoluzioni del pensiero quando non è compenetrato dal divino, io già tornavo a lasciarmi sedurre dalle fallacità dell'amore, già mi abbandonavo alla sensazione allucinatrice! Già stavo per correre dietro a un fantasma di donna a cui la mia immaginazione aveva dato a imprestito i propri bagliori! Chi avrebbe potuto assicurarmi in quel momento che voi non siate l'opposto della creatura da me creata dietro fallaci e risibili elementi?
Allora un altro fantasma di donna da me conosciuta anni addietro a Milano, mi si presentò alla memoria: e negli occhi le sfavillava un'ironia acuta, e sulle labbra le tremolava un sorriso tra compassionevole e sprezzante... O Malvina de Jancoosca, dove sei tu?
Era una polacca misteriosa, venuta in Italia nessuno sapeva perchè; forse un'emissaria nihilista, che turbava e sconvolgeva chiunque l'avvicinava, quasi invadesse e compenetrasse tutti col suo fitto mistero.
Ed io, per schermirmi da questo fascino, le avevo detto una sera mille cose insensate; ed esse mi tornavano alla memoria in quel punto, ma non più come cose insensate, bensì come intuizioni dell'avvenire.
Le avevo detto:
“La donna? È un animale inferiore, che sparirà dal mondo fra non molto, fra qualche migliaio di secoli.
La chimica ne ha già pronunziato l'inesorabile condanna, riproducendo — ed era parso assurdo finora — sostanze organiche identiche alle sostanze organiche naturali.
Il giorno che essa sarà riuscita a produrle tutte, potrà riprodurre anche un organismo completo; e così avremo l'uomo artificiale, vivente, pensante, uguale in tutto e per tutto a noi nati dal seno della donna. E siccome in questa produzione artificiale niente verrà abbandonato al caso, l'uomo creato dal fornello della scienza sarà infinitamente superiore a quello creato dall'accoppiamento quasi brutale di due creature che non sanno quel che fanno, che si accingono spesso alla riproduzione della specie in condizioni sfavorevolissime, quando meno dovrebbero.
Malvina rideva, mi chiamava matto, si turava le orecchie per non udire.
Io continuavo:
— Allorchè ognuno potrà ordinare al chimico un figlio che abbia queste o quell'altre facoltà fisiche e morali, e ottenerlo in breve tempo proprio come l'ha voluto — operaio, artista, pensatore, secondo il bisogno — l'ufficio del genere femminile sarà terminato. Il senso della riproduzione della specie, tanti sentimenti che ora ingombrano la breve esistenza umana e stanno in relazione con quel senso, spariranno a poco a poco, lasceranno libero lo sviluppo della spiritualità: l'uomo sarà soltanto un essere pensante.... E così comincerà l'èra nuova della storia....
La donna verrà qualche volta creata anch'essa dal crogiuolo del chimico o come oggetto di studio del passato o come giocattolo raro. Se io avessi la buona sorte di vivere in quell'epoca fortunata e i miei mezzi me lo permettessero, mi farei riprodurre voi, cara Malvina, e vi terrei nella mia stanza di studio, dentro una bella gabbia, come voi tenete ora quel canarino a cui imbeccate lo zucchero con la punta delle belle dita. Vi darei dei confetti, delle paste, anche dei gioielli per pararvi e pompeggiarvi; vi farei cantare, ballare, chiacchierare, e tornerei ai miei studi, dopo avervi fatto una carezza, animalino delizioso!„
Tutto questo mi tornava alla memoria; e mi pareva anzi che la figura ironica e sprezzante di Malvina de Jancoosca me lo gettasse in faccia, per rimproverarmi di non aver tentato di difendermi dal vostro fascino, come allora dal suo.
Quel che allora dicevo scherzando, ora mi faceva pensare; quel che allora era stato un ghiribizzo umoristico, ora mi sembrava non solamente una possibilità, ma una bella realtà avvenire.
Non potendo intanto distruggere la donna nella vita sociale presente, mi rassegno, com'avevo già risoluto, a distruggerla soltanto per me. Non parto più. Non vi scriverò più! Non leggerò più le vostre lettere, caso mai aveste l'idea di spedirmene dopo aver ricevuto questa mia!
Voglio vivere unicamente di pensiero, e attuare dentro di me tutto il Divino possibile. Avevano ragione i primi padri della Chiesa: Tra la donna e il Divino c'è contraddizione assoluta. Quel po' di divino ingenito da principio nella donna si è travasato tutto nell'uomo, e perciò l'uomo nuovo, l'Uomo-Spirito, non deve aver più niente da fare con essa. Come Gesù, in nome dello Spirito, ecco, io vi intimo il mio: Vade retro, Satana!... Addio!
Giorgio ***
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