Note 18 — UN CAPOLAVORO SBAGLIATO
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Non il pondo, è l'obbrobrio del giogo, Che m'incute un supremo terror! Meglio il batter dei denti ed il rogo, Che d'abbietto servaggio il rossor. Non v'ha domma, che l'uom non apprenda Con impavido ghigno a schernir; Non v'ha pena tenace ed orrenda, Ch'ei non sappia in silenzio soffrir. La cervice io non piego a una legge, Che il mio libero voto non ha; La virtù, che il pensier mi corregge, Contra i numi securo mi fa. Patria e Prence, ho speranze ed affetto E di gloria mi schiudo il sentier; Ho le gioie del cielo a dispetto. Come l'ombra, che simula il ver. La mia fede a ogni fola negando, Io fra l'opre e i diletti vivrò; Voi dal ciel poi cacciatemi in bando..... Questo gusto rapirvi io non vo'....