Note (ritorno) — FALCO DELLA RUPE (continued 2)
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"È singolare, diss'egli a Falco sorridendogli amichevolmente, che i Ducali non abbiano mai pensato a distruggere un nemico così loro formidabile come tu il sei: ed è ben d'uopo dire o che non ardiscono cimentarsi teco, o che somma sia la tua destrezza nel sottrarti ai loro perseguimenti. Ma tu non ignori di certo che non v'ha belva sì guardinga, che aggirandosi tra boschi seminati di trabocchetti al fine non v'incappi, e così può avvenire di te: giacchè se giungono una volta a serrarti in mezzo alle loro navi, non devi aver speranza d'evitare d'essere morto e disfatto col tuo navicello dalle bombarde Milanesi che sono pur poderose. Però a scanso di tale sventura, che sarebbe a me gravissima, tu salirai una delle mie navi e combatterai unito alla mia flotta: ti creo Comandante di due Borbote 7 e della nave uscita testè dall'arsenale di Musso, cui impongo sin d'ora il nome di Salvatrice. Gabriele sceglierà cinquanta uomini della sua schiera i più destri e capaci, e li porrà sotto il tuo comando, a questi tu aggiungerai quelli fra tuoi che più ti piaceranno: il Cancelliere ti annoterà per stipendio duecento scudi del brigantino 8 di cui ti faccio assegno, e d'ogni preda che ti verrà fatto di prendere terrai tu una parte, darai un'altra a me, e la terza a' tuoi soldati".