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Die Uhren

Note 69 — IV. Die Erfindung der Pendeluhr.

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Die Beschreibung, welche Viviani gibt, lautet: „Il quale (das Pendel) stando fermo tratteneva il discender di quello (des Gewichtes), ma sollevato in fuori e lasciato poi in libertà, nel passare oltre il perpendicolo, con la più lunga delle due code annesse allʼimpernatura del dondolo, alzava la chiave che posa ed incastra nella ruota delle tacche, la quale tirata dal contrappeso, voltandosi con le parti superiori verso il dondolo, con uno deʼ suoi pironi calcava per disopra lʼaltra codetta più corta, e le dava nel principio del suo ritorno uno impulso tale, che serviva dʼuna certa accompagnatura al pendolo, che lo faceva sollevare fino allʼaltezza donde sʼera partito; il qual ricadendo naturalmente, e trapassando il perpendicolo, tornava a sollevare la chiave, e subito la ruota delle tacche, in vigore del contrappeso, ripigliava il suo moto seguendo a volgersi e spignere col pirone susseguente il detto pendolo; e così in un certo modo si andava perpetuando lʼandata e tornata del pendolo, sino a che il peso poteva calare a basso.”

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