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Delle guerre del Peloponneso, libri VIII, vol. 1/2

Note 128 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE (continued 2)

F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation

Pag. 87. L’Eubea fu presa da Pericle. Vedi retro al lib. I, § 114. Il tempio di Giunone, di cui Criside era sacerdotessa, non era in Argo, ma secondo Pausania (lib. II, c. 17), sulla via che da Argo mette a Corinto, lungi circa 40 stadii dalla città. — La sacerdotessa Criside essendosi addormentata, lasciò prender fuoco agli ornamenti sacri da una lampada che essa avea imprudentemente dimenticata ad essi troppo vicina; il fuoco s’apprese al tempio, rimanendone vittima essa stessa. Altri pretendono che ella fuggisse ricovrandosi presso l’altare di Minerva Alea in Tegea, di dove non si potè trarla per rispetto che aveano gli Argivi a quell’asilo. Essi conservarono anzi la sua statua, che al tempo di Pausania vedevasi ancora all’ingresso del tempio. Questo incendio dicesi essere succeduto al nono anno della guerra del Peloponneso. Gli Argivi avendo scelta un’altra sacerdotessa, Feinide, la nomina a questa dignità servì poscia ad essi per regolare le loro date e la loro cronologia.

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