Note 6 — A CESARE BALBO (continued 2)
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Io avea scritte queste linee due mesi prima della consegna del signor P. Renzi, per la quale sono sforzato aggiunger questa nota.
Il signor P. Renzi era uno de’ principali del moto di Rimini; ed accolto dalla Toscana, si era cogli altri ridotto in Marsiglia. Dopo poco tempo tornò, senza però farsi nuovamente reo verso il governo pontificio. Fu arrestato immediatamente, e denunziato il suo arresto al Nunzio. Questi lo chiese in virtù del malaugurato trattato di estradizione per cause politiche.
Intanto la diplomazia s’agitava, gridando contro il governo toscano per quella ch’essa chiamava connivenza co’ ribelli. Il granduca manteneva la sua buona volontà ed il desiderio di salvare quell’infelice.
I consultori legali del governo opinavano non essere l’estradizione di questo caso imposta dal trattato, e formale invece nel governo il debito di salvare il Renzi, per virtù della promessa fatta all’atto ch’esso cogli altri s’erano arresi alle truppe toscane. Ma il ministero insistè, e dopo contrasto durato infelicemente più d’un mese, e che per la sua stessa durata dava animo a sperar bene, il Renzi fu consegnato al papa.
È doloroso che gli uomini testè entrati nel ministero toscano sieno giudicati dall’opinione pubblica (essa assolve il granduca, o non l’accusa se non di debolezza e d’essersi lasciato troppo dominare dall’influenza del suoi ministri e della diplomazia) pei sostenitori più ostinati di questa ingiusta, inopportuna ed impolitica risoluzione. Il ministero ha tolto a sè medesimo l’appoggio dell’opinione con quest’atto, che sembra possa considerarsi come suo programma politico, e che il pubblico ha accolto con dolore, biasimo e sospetto; quasi presagio d’un nuovo sistema, che toglierebbe al governo toscano la maggiore, per non dir la sola sua forza, quella d’esser tenuto dolce ed umano.
Avendo lodato il primo atto del granduca, la veracità della quale fo professione, mi sforza a biasimare il secondo.
Non è fuor di proposito l’osservar qui che l’Austria non ha restituiti al papa i rifugiati a Fiume. Espongo l’osservazione, e ne lascio i comenti al lettore.