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Dalle Novelle di Canterbury

NOTE

Cino Chiarini translation

Illustration from Dalle Novelle di Canterbury

PROLOGO

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And gave a certaine ferme for the grant, Non of his bretheren cam in his haunt

che qui non danno alcun senso, e sono certo interpolati. L’Hertzberg li accetta, e dichiara che egli li ritiene decisamente genuini, pur confessando che non si capisce affatto che relazione abbiano col resto. Non so, poi, quanto sia plausibile la spiegazione che egli ne dà: «pagava della casa un fitto così alto, che nessun altro dei suoi confratelli andava nella sua contrada.»

Il Tyrwhitt riferisce in proposito il seguente passo (V. Fortescue, De laud. leg. Angl., C. 51): Post meridiem curiae non tenentur; sed placitantes tunc se divertunt ad pervisum et alibi, consulentes cum servientibus ad legem (sergeant of lawe) et aliis consiliariis suis.

Secondo la leggenda S. Giuliano avendo ucciso per disgrazia i suoi genitori, per purgarsi, in qualche modo, del suo involontario delitto con una buona azione, mantenne a sue spese un albergo, lungo una via piena di pericoli e di disagi, dove i viandanti trovavano vitto e alloggio gratis. Di qui ebbe origine la tradizione che fece di S. Giuliano l’ospitaliere, il protettore dei viandanti, i quali lo invocavano per via e ne recitavano il miracoloso Paternostro. Anche il Boccaccio (Dec. II. 2.) dice: «ne’ quali (paesi) chi non ha detto il Paternostro di S. Giuliano, ancora che abbia buon letto, alberga male». Intorno alle varie trasformazioni e modificazioni che subì la leggenda di questo santo, che divenne perfino protettore dei facili amori e dei lenoni, puoi vedere l’interessante scritto di A. Graf, S. Giuliano nel Decamerone e altrove,—in: Miti, leggende, e superstizioni del Medio Evo Torino, Loescher 1892-93. V. anche, Brand, Antiquities (V. I. pag. 359. Ediz. H. Ellis).

«If that he foughte, and hadde the heigher hand, By water he sente hem hoom to every land.»

il quale non dà qui un senso possibile. Il Wright e il Bell accolgono, senza discussione, i due versi secondo il testo del Tyrwhitt. È strano che nessuno di loro tre, neppure il Tyrwhitt, che con sì larga messe di note ha illustrato la sua edizione, abbia accennato anche lontanamente alla oscurità del senso, che non può essere loro sfuggita. L’Hertzberg espunge il distico intero osservando, molto giustamente, che se non si può sospettare una interpolazione, bisogna ammettere che prima di questi due versi ci sia una lacuna.

La lezione del Tyrwhitt, accettata dal Wright dal Bell e dall’Hertzberg, a me sembra la più probabile, intesa e spiegata per goat-toothed (dai denti di capra) che significa in senso traslato: ghiotto, ingordo. Qui per altro ghiotta va inteso, con valore suggestivo, per lasciva, libidinosa. A questa interpetrazione conforterebbe, se non m’inganno, un passo del prologo della novella raccontata appunto dalla donna di Bath, nel quale parlando di se stessa costei dice: «Io avevo quaranta anni, se debbo dire la verità, ma mi piaceva sempre scherzare come una puledra. Ero gattothud, e ciò non mi faceva torto, poichè oramai aveva il bollo del sigillo di Venere.»

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NOVELLA DEL CAVALIERE

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NOVELLA DEL GIURECONSULTO

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PROLOGO

NOVELLA

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NOVELLA DEL CHIERICO DI OXFORD

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PROLOGO

NOVELLA

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NOVELLA DEL MERCANTE DI INDULGENZE

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Il était un petit navire, il était un petit navire, qui n’avait ja-jamais navigué, qui n’avait ja-jamais navigué...

e in cui si trova questa strofe:

On tira au sort la courte paille, on tira au sort la courte paille pour savoir qui-qui serait mangé, pour savoir qui-qui serait mangé....

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IL CANTARE DI SER THOPAS

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And made him eek in a maselyn a real spicerye of gyngebred etc.

of reuylle bone,

Semely mas that sight to se, Stifly sette with precious stone.

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