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COLLEZIONE DI MONOGRAFIE ILLUSTRATE
Serie I.ª — ITALIA ARTISTICA 27.
CATANIA
Collezione di Monografie illustrate
Serie ITALIA ARTISTICA DIRETTA DA CORRADO RICCI.
Volumi pubblicati:
*1. RAVENNA di Corrado Ricci. VI Edizione, con 156 illus.
2. FERRARA e POMPOSA di Giuseppe Agnelli. III Ediz., con 138 illustrazioni.
3. VENEZIA di Pompeo Molmenti, con 132 illustrazioni.
4. GIRGENTI di Serafino Rocco; da SEGESTA a SELINUNTE di Enrico Mauceri, con 101 illustrazioni.
5. LA REPUBBLICA DI SAN MARINO di Corrado Ricci. II Edizione, con 96 illustrazioni.
6. URBINO di Giuseppe Lipparini. II Ediz., con 116 illus.
7. LA CAMPAGNA ROMANA di Ugo Fleres, con 112 illus.
8. LE ISOLE DELLA LAGUNA VENETA di P. Molmenti e D. Mantovani, con 119 illustrazioni.
*9. SIENA d'Art. Jahn Rusconi. II Ed., con 160 illustrazioni.
10. IL LAGO DI GARDA di Giuseppe Solitro, con 128 illus.
11. S. GIMIGNANO e CERTALDO di Romualdo Pàntini, con 128 illustrazioni.
12. PRATO di Enrico Corradini; MONTEMURLO e CAMPI di G. A. Borgese, con 122 illustrazioni.
13. GUBBIO di Arduino Colasanti, con 114 illustrazioni.
*14. COMACCHIO, ARGENTA E LE BOCCHE DEL PO di Antonio Beltramelli, con 134 illustrazioni.
*15. PERUGIA di R. A. Gallenga Stuart, con 169 illustraz.
16. PISA di I. B. Supino, con 147 illustrazioni.
*17. VICENZA di Giuseppe Pettinà, con 147 illustrazioni.
*18. VOLTERRA di Corrado Ricci, con 166 illustrazioni.
*19. PARMA di Laudedeo Testi, con 130 illustrazioni.
*20. IL VALDARNO DA FIRENZE AL MARE di Guido Carocci, con 138 illustrazioni.
*21. L'ANIENE di Arduino Colasanti, con 105 illustrazioni.
*22. TRIESTE di Giulio Caprin, con 139 illustrazioni.
*23. CIVIDALE DEL FRIULI di Gino Fogolari, con 143 ill.
24. VENOSA E LA REGIONE DEL VULTURE di Giuseppe De Lorenzo, con 121 illustrazioni.
*25. MILANO, Parte I. di F. Malaguzzi Valeri, con 155 ill.
Ogni volume L. 3,50, rilegato L. 5 — quelli con asterisco L. 4, rilegati L. 5,50
Indirizzare cartolina-vaglia all'Ist. It. d'Arti Grafiche, Bergamo

F. DE ROBERTO
CATANIA
CON 152 ILLUSTRAZIONI
BERGAMO ISTITUTO ITALIANO D'ARTI GRAFICHE — EDITORE 1907
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Officine dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche.
INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI
Anfiteatro romano48
— Archi 47
— Entrata dell'Arena 46
— Restaurazione 52
Archivio dei Benedettini — Suggello dei due Martini e di Maria d'Aragona 114
— — Suggello del conte di Paternò 35
— — Suggello della regina Eleonora 114
Autore ignoto: Morte di Catone 137
Badia di S. Agata 96
— di S. Placido — Terrazzo di casa Platamone 91
Borgo — Piazza Cavour 17
— Fontana di Cerere 16
"Candelore" 53, 88
Castello Ursino 92
Cinta di Carlo V 10
Chiesa dei Benedettini (S. Nicola) 105
— — L'organo di Donato del Piano 110
— — Il coro 111
— dei Crociferi 98
— di S. Agata alla Fornace 86
— del Santo Carcere — La porta 64
— — Interno 65
— di San Domenico — Antonello Gagini: Madonna col Bambino 133
— di S. Francesco 97
— — Porta della Custodia 76
— — Particolare della porta della Custodia 77
— di S. Maria di Gesù — Antonello Gagini: Madonna col Bambino 129
— — — Porta della Cappella di casa Paternò 130
— — — Particolare della porta della cappella di casa Paternò 131
— — Interno della cappella di casa Paternò 54
— — Tenerani: Monumento sepolcrale del duca di Carcaci 132
— di S. Placido 99
Collegiata (La) 95
Collegio Cutelli 100
Darsena 27
Desiderato: Ritratto di Donato del Piano 108
Duomo — Absidi normanne 59
— — e cupola moderna 56
— Esterno 57
— Porta settentrionale 62
— Particolare della porta settentrionale 63
— Interno 61
— Porta della cappella del Crocefisso 66
— Il coro 71
— Sepolcro di Vincenzo Bellini 69
— Cappella di S. Agata — Decorazione soprastante all'altare 85
— — Porta del sacello 84
— — Mausoleo del vicerè de Acuña 82
— — — Particolare del mausoleo del vicerè de Acuña 83
— Scrigno delle reliquie 73
— Ferculo di S. Agata 79
— Sacrestia — L'eruzione del 1669, affresco del Mignemi 67
— Tesoro — Busto di S. Cataldo 81
— — Teca del braccio di S. Giorgio 74
— — — Base della teca del braccio di S. Giorgio 75
— — Calici 78
Dupré: Monumento a Giovanni Pacini 143
Etna (L') 9
Faro (Il) 21
Ferculo (Il) di S. Agata 79
Festa di S. Agata — Candelore 53, 88
— Processione 90
— La "bara" in processione 89
Finestra della chiesa di S. Giovanni di Fleres, (casa Leotta) 55
Fontana di Cerere 16
— dell'Elefante 33, 34
Giardino Bellini — Ingresso 142
— Piazzale 145
— Chiosco dei concerti 146
Gagini Antonello: Madonna col bambino in S. Domenico 133
— — in S. Maria di Gesù 129
— Porta della cappella di casa Paternò 130
— — Particolare della porta della cappella di casa Paternò 131
— Frammenti di una porta nel museo Biscari 121
Mignemi: L'eruzione del 1669 67
Monastero dei Benedettini — Chiesa di S. Nicola 105
Monastero dei Benedettini e cupola della chiesa di S. Nicola 106
— Facciata principale 103
— Primo chiostro e chiosco 107
— Sala maggiore della biblioteca 109
Monete di Katana 9, 51
Monte (Il) di Pietà di S. Agata 87
Monteverde Giulio: Monumento a Vincenzo Bellini 139
Monumento a Vincenzo Bellini, del Monteverde 139
— a Giovanni Pacini del Dupré 143
Museo dei Benedettini — Anfione 112
— Antonello Saliba: Madonna col Bambino 135
— Autore ignoto: Morte di Catone 137
— Bassorilievo di Andromeda 117
— Cerere 29
— Cofano d'avorio 116
— Cristo smaltato 115
— Crocefissione 115
— Ercole sul monte Oeta 117
— Intarsio 116
— Processione dionisiaca 36
— Ratto d'Europa 112
— Scuola del Ribera: Tobia restituisce la vista al padre 136
— Vasi etruschi e greco-siculi 113
— Terracotta siceliota 112
— Venere di porfido 113
— Novelli Pietro: S. Cristoforo 134
Odeo (L') 45
Orto botanico 18
Palazzo Biscari — Finestre 118
— Scala interna 119
— Municipale 101
Panorama dal golfo 11
— dal faro 13
Piante dei sec. XVI-XVIII 19-20
Piazza Cavour 17
— del Duomo — La fontana dell'Elefante 33
— Mazzini e Via Garibaldi 32
— Stesicorea prima degli scavi dell'Anfiteatro 17
— — con l'Anfiteatro 49
Piazzale dei Martiri — Colonna di S. Agata 22
Porta Garibaldi 94
Porto (Il) 24, 26
— Entrata 23
— (Nel) 25, 28
Ritratto di Donato del Piano, da un quadro del Desiderato e da una stampa dell'Huot 108
Saliba Antonello: Madonna col Bambino 135
Scuola del Ribera: Tobia restituisce la vista al Padre 136
Sant'Agata alla Fornace 86
S. Carcere — Porta 64
— Interno 65
S. Domenico — Antonello Gagini — Madonna col bambino 133
S. Francesco 97
— Porta della custodia 76
— — Particolare della porta della custodia 77
S. Maria di Gesù — Antonello Gagini: Madonna col bambino 129
— Porta della Cappella di casa Paternò 130
— — Particolare della porta della cappella di casa Paternò 131
— Interno della cappella di casa Paternò 54
— Tenerani: Monumento sepolcrale del duca Carcaci 132
S. Placido — Badia — Terrazzo di casa Platamone 91
— Chiesa 99
Teatro antico — Arco della scala d'accesso e piloni degli archi del portico 39
— Primo corridoio 40
— Secondo corridoio 41
— Ingresso alla scena 40
— Parte centrale della cavea 42
— Ultimi cunei di sinistra della cavea 43
— Bellini 141
Tenerani: Monumento del duca di Carcaci 132
Tesoro del Duomo — Busto di S. Cataldo 81
— Teca del braccio di S. Giorgio 74
— — Base della teca del braccio di S. Giorgio 75
— Calici 78
Via della Marina 15
Viale Regina Margherita 14
CATANIA

L'ETNA.

TETRADRAMMA D'ARGENTO, ANNI 476-461 A. C. (Fot. Pennisi)
«Per iscrivere le glorie d'una Città clarissima, sarìa necessario, che nella mia penna per inchiostro corressero distemprati i raggi del Sole. Parlerò di quella Padria de' Tullij, de' Demosteni, e de' più Savij, ch'omai popolassero i Licei di Minerva; di cospicuo Ariopago delle virtù, che trà le Ceneri di cinque volte demolita, ha sempre qual fenice di Eternità impennati i suoi voli al Ciel della Gloria, e del fasto. Sappij, o mio Leggitore cortese, ch'io non ti descriverò funditus le di lei preeminenze, poichè gli Annali, e i libri, che parlano d'essa hanno riempite le Biblioteche; e così quello che hanno scritto gli Autori d'alta grassa, non conviene à me, che son Pimmeo nello scrivere. Questo sì, che non averà lette le di lei istorie, potrà dal mio breve raguaglio discerner dall'ugnia la corporatura del Leone, e misurarne il solo dito dal piede d'un Gigante. Il mio assunto non è di vergare questi fogli, col portarti allo sguardo l'antiche moli, diroccate dall'Ira tremebonda de' tremuoti, e dal focoso sdegno del contiguo Mongibello; monte gravido di fiamme; mà voglio che la posterità sia in qualche parte informata, qual sia stata questa Città, ultimamente a nostro tempo destrutta.

CINTA DI CARLO V. (Fot. Martinez).

PANORAMA DAL GOLFO. (Fot. Martinez).

PANORAMA DAL FARO. (Fot. Brogi).

VIALE REGINA MARGHERITA. (Fot. Grita).

VIA DELLA MARINA. (Fot. Gentile).
«La Città di Catania situata vedeasi a i lidi del mar Jonio, tra il mezzogiorno e l'Oriente à piedi del monte Etna...» — e nello stesso sito preciso si vede ancora, risorta più grande e bella dopo l'ultimo terribile crollo del 1693, del quale appunto Comeindo Muglielgini — anagramma di Domenico Guglielmini, «Frà gli Accademici Infecondi di Roma detto l'Etneo» — diede conto in un volumino, divenuto ora molto raro, che porta per titolo La Catania destrutta. Il bravo Accademico secentista — della fine del Seicento e della più spagnolesca Sicilia — esclamava nelle prime pagine del suo libretto: «Miseria delle Umane pazzie, che quando l'uomo crede di aversi edificata una casa, che per la vastezza fassi emola coll'aurea di Nerone, allora potrebbe ben dire d'aversi fabricata una Tomba. Tanto esperimentò o mio Leggitore la mia infelice patria Catania, che quelle moli, che servirono di Piramidi, ed Obelischi nella sfoggiatezza de' suoi Teatri, poscia scusarono di sepolcri, col torre lo spirito a cotanti migliaia di cittadini... Ò quanta saria stata prudenza, quella che fu stimata milensagine in un Cinico, che si fabricò un palaggio entro una Botte, che in vero quei che la facevano d'Alessandri coll'abitar vastissime moli si sarebbero contentati d'esser cotanti Diogeni, mentre la stanza d'un Cinico, (ch'era calamita delle sghignazzate), fu più sicura dell'Aule superbissime d'ogni Prencipe. Ò sè potessero articolar la voce quei scheletri, che vittima rimassero dalle rovine; al certo, che ad ogni mortale leggerebbono lezioni di vita su la catreda di morte, acciò ogn'uno si contentasse meglio d'essere Armentiere, e Colono nel mondo, acciò la sua città fosse una Capanna, intessuta d'Alghe, ch'essere un grande trà fastosità di pallaggi. Ò come per fuggire il peso di quei sassi, che provarono addosso, si sarebbono contentati di stanzare sotto la leggierezza delle paglie, col far che fosse suo Cortinaggio un Pagliaio; ò come averebbono lasciati gli origlieri di morbide piume, per andare a posarsi sovra una stola rusticana; purche le fabriche non gli avessero servito di sepolcro...» Se i concittadini dello scrittore, scampati come lui dal terremoto — un terzo soltanto dei ventisettemila Catanesi — non volsero nella mente questi pensieri tanto filosofici, furono nondimeno troppo spaventati dall'immane catastrofe. Appena ventiquattro anni prima, nel 1669, l'Etna aveva fatto sentir loro in altro modo la sua tremenda potenza, investendo la città dal lato di ponente col gran fiume di fuoco sceso dai Monti Rossi, ricoprendone un intero quartiere e colmandone il porto. Dai libri si sapeva che cinque secoli innanzi, il 4 febbraio 1169, un altro terremoto aveva abbattuto Catania, seppellendo sotto le macerie quindicimila dei suoi figli; e che troppe altre volte, nei tempi storici e preistorici, le scosse del suolo e le inondazioni della lava avevano rovinato la disgraziata città. A chi mai era dunque venuto in mente di fabbricarla proprio in quel sito, ai piedi della malferma «colonna del cielo» e sulla stessa officina del Dio del fuoco?...

BORGO — FONTANA DI CERERE. (Fot. Martinez).

BORGO — PIAZZA CAVOUR. (Fot. Gentile).

PIAZZA STESICOREA PRIMA DEGLI SCAVI DELL'ANFITEATRO. (Fot. Gentile).

ORTO BOTANICO. (Fot. Martinez).