Note 393 — UNA CORTIGIANA FRA MILLE: VERONICA FRANCO
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Ricordando i bei tempi della sua giovinezza e de’ suoi trionfi, dice la cortigiana del Du Bellay:
Un escadron j’avoy de tous costez De courtisans pompeusement montez M’accompagnant ainsi qu’une princesse, Fust au matin, quand j’allois à la messe, On fust au soir, alors qu’il me plaisoit De me trouver où le bal se faisoit.
Per i bravi vedi Aretino, Ragionamento fra il Zoppino, ecc., in principio, e Ragionamenti, parte I, giornata III, pp. 129, 133, 423; Giraldi Cinzio, Ecatommiti, nov. 8 della Introduzione; Garzoni, Piazza, ecc., p. 599. Il Brantôme dice che le cortigiane in Italia avevano sempre un bravo pour les défendre et maintenir, vol. II, p. 321. Una Betta del Basadonna, ricordata nella Tariffa, fece bastonare certo suo amante da quattro bravi. La cortigiana della Lucerna del Pona, favoriva un giovane assai valente, che più volte fece valere le ragioni di lei con la spada. (Sera seconda, pp. 78-9). L’Angelica del Martello del Cecchi sposa Lanfranco bravo. Vedi anche Stoppato, La commedia popolare in Italia, Padova, 1887, pp. 121-7.