Note 451 — UNA CORTIGIANA FRA MILLE: VERONICA FRANCO
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Vedi più oltre, appendice A, il Lamento della cortigiana ferrarese. Del secolo XVI è pure un opuscoletto intitolato: Grandissimi dolori, et gli insopportabili tormenti che patiscono le povere cortigiane, e chi le seguita. Donde e’ si intende in quanti modi sono tormentate dagli acerbi dolori del mal francese. Vedi Catalogue de la bibliothèque de M. L[ibri], Parigi, 1847, num. 1510, p. 244. Nella commedia del Contile intitolata La Cesarea Gonzaga, è una cortigiana infranciosata, per nome Masina, la quale ha dato il male a molti. La cura Maestro Grillo, medico, e questi in certa scena le dice (atto V, sc. 5): «Vengo da Caterina piemontese, da Polisena da Lucca, da la Romana e da Francesca Ferrarese, che lavorano con Francia, e guardono le ricette c’ho lor fatte». Il Purgatorio delle cortigiane di quel maestro Andrea in cui ci siamo già imbattuti, non è il purgatorio ordinario, ma l’ospedale di San Giacomo, detto degli Incurabili, in Roma,
In cui si vede paurosi mostri. Qui è di Franza il dilettevol male, E di San Lazer la lebbra gioconda, Cancheri e malattie universale.
Il tristo luogo
È refugio a le belle cortigiane, Che in tanto bene e favor furon pria.
Quivi
È tal che avea fattezze alte e divine Per l’incurabil mal venuta un mostro.
La cortigiana della Lucerna del Pona muore agl’Incurabili, di mal francese (sera seconda, p. 86).