Note 179 — UN PROCESSO A PIETRO ARETINO
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Il Canello, in quel suo ingegnoso capitolo sulla Vita privata del Cinquecento, che è il secondo della Storia della letteratura italiana del secolo XVI (Milano, 1880), sostenne, tra l’altro (pp. 20-2), che il vizio decrebbe nel Cinquecento, anzi cessò pressochè interamente. È questa una opinione in tutto erronea. Il vizio crebbe anzi a dismisura, e una delle ragioni del suo crescere fu il propagarsi della sifilide.