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Annali d'Italia, vol. 1

CCIX

Reading edition

Anno di Cristo CCIX. Indizione II.

Zefirino papa 13.

Settimio Severo imperad. 17.

Caracalla imperadore 12.

Settimio Geta imperad. 2.

Consoli

Pompejano ed Avito.

Il Relando [Reland., in Consul.] e il padre Stampa [Stampa, Fast. Consul.] chiamano questi consoli Civica Pompejano e Lolliano Avito, fondati sopra una iscrizione rapportata dal Gudio. Ma io, che non so fidarmi delle merci gudiane, meglio ho riputato di mettere solamente i loro indubitati cognomi. Nè serve il dire che Capitolino [Capitolin., in Pertinace.] fa menzione di Lolliano Avito consolare, in parlando di Pertinace. Quell'Avito, se di lui si parlasse qui, il mireremmo appellato console per la seconda volta. Arrivato [Herodian., lib. 5.] che fu Severo Augusto nell'Isola Britannica, la sua presenza e le poderose forze ch'egli avea condotto seco, misero lo spavento in cuor di que' Barbari; e però non tardarono a spedirgli degli ambasciatori, per giustificarsi e per chiedergli pace. Ma Severo, che tanto s'era scomodato per andargli a trovare affin di conseguire la gloria d'essere intitolato Britannico, non volea già pace, ed unicamente cercava la guerra; perciò li rimandò colle mani vuote, ed attese a mettersi in ordine con tutti gli attrezzi militari, con ponti ed altri ordigni, per sottomettere il loro paese [Dio, lib. 76.]. Possedevano allora i Romani più della metà della Bretagna presa nella sua lunghezza, che vuoi dire, tutta la parte meridionale, cioè il più e il meglio di quella che oggidì appelliamo Inghilterra e Scozia, giugnendo il dominio loro almen sino allo stretto di Edemburgo. Dione ed Erodiano ci lasciarono una descrizione de' popoli che restavano tuttavia esenti dal giogo romano, i principali de' quali erano i Meati e i Calidonii, gente di costumi barbari, feroce e bellicosa, nudi dalla cintura in su, col corpo dipinto, andando alla guerra armati solamente d'una corta lancia, d'uno scudo e di spada da punta. Le loro abitazioni erano sotto le tende fra aspre montagne e fra paludi, perchè niuna città o borgo si trovava fra essi. Lasciò Severo il minor suo figlino lo Geta per governatore del paese romano, con formargli un consiglio di alcune savie persone; ed egli col figliuolo maggiore Caracalla marciò alla guerra. Delle imprese sue dirò quel poco che sappiamo all'anno seguente.

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