Note 291 — QUADRO TERZO
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Stesicoro: nacque, secondo una tradizione comune, in Sicilia, ad Imera (colonia mista jonicodorica) poco dopo la fondazione di quella città, verso il 640 av. l’E. V.; visse sino al 560. Il suo primo nome era Tisia: fu, dopo Alcmano, il secondo de’ grandi poeti corali dorici: e la poesia corale, dapprima rinchiusa per lo più ne’ soggetti mitici e nella forma tranquilla dell’epopea, assunse con lui forme più schiettamente ed altamente liriche, ispirandosi al linguaggio appassionato degli affetti. Per questo usò sovente ne’ suoi canti non solo del grave metro dorico, ma anche dei ritmi patetici e profondamente appassionati dell’armonia frigia. Si avevano di lui molte poesie erotiche. In qual pregio fosse tenuto come poeta, in Atene, può desumersi dal Fedro di Platone, ove Socrate pone in bocca a Stesicoro la stupenda teoria sull’amore, che fu compendiata nel discorso di Socrate dell’atto primo, scena prima. E il nome di Stesicoro si affacciava qui naturalmente non solo perchè di poeta siciliano, ma perchè l’innamoramento di Alcibiade e di Timandra in questa scena è appunto quell’inconro subitaneo delle anime di cui Socrate, ispirandosi a Stesicoro, sul principio del dramma parlò.