Note 216 — QUADRO TERZO
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Munichione è il decimo mese dell’anno attico, secondo lo Scaligero (aprile-maggio). Qui cadono in acconcio alcuni cenni sul Calendario Attico.
Gli Ateniesi ebbero da principio un anno lunare di 354 giorni diviso in dodici mesi successivamente cavi e pieni, nell’ordine seguente: 1.º Gamelion; 2.º Antesthesterion; 3.º Elaphebolion; 4.º Munychion; 5.º Targelion; 6.º Scirophorion; 7.º Hecatombeon; 8.º Metagitnion; 9.º Boedromion; 10.º Memacterion; 11.º Panepsion; 12.º Posideon.
Ma col tempo risultando quest’anno lunare in arretrato sul ritorno periodico delle stagioni, si consultò l’oracolo; il quale ordinò di regolare i mesi colla luna e l’anno col sole: cioè intercalare il numero di giorni necessario perchè la durata dell’anno corrispondesse meglio all’annua rivoluzione del sole. Si stabilì quindi una intercalazione di un mese di trenta giorni, la quale intercalazione avesse luogo tre volte in otto anni, ossia per ogni due olimpiadi (quadrienni): infatti otto anni di 354 giorni con tre mesi intercalati di trenta, corrispondono appunto ad otto anni di 365 giorni e un quarto. Per tal modo riconducevasi il primo giorno, il primo mese e il primo anno di ciascuna olimpiade verso la luna nuova che veniva dopo il solstizio d’estate. L’ottaetèride, ossia periodo di otto anni, ricominciava infatti verso questa luna e il lunario ateniese seguiva tutte le variazioni derivanti dalla sua singolare struttura. Fu questa la riforma dell’astronomo Metone, introdotta nel calendario civile ateniese appunto all’epoca di Alcibiade e precisamente nel 432 av. l’E. V. (anno 1.º dell’Olimpiade 87.ª): e da quell’epoca il mese di ecatombeone, ch’era il settimo del primitivo ordine, e cominciava appunto col novilunio susseguente al solstizio estivo (16 luglio), diventò il primo mese del calendario olimpico, che fu adottato dalla maggior parte degli Stati greci. Indi i mesi attici, corrispondenti ciascuno (secondo i calcoli del Corsini) dal 16 luglio in avanti, alla seconda metà di un mese nostro, e alla prima metà del successivo, rimasero così distribuiti:
1.º Ecatombeone (luglio-agosto), mese della ecatombe, ossia del sagrificio. Chiamossi in antico ecatombe un sagrificio di cento buoi, più tardi un olocausto in genere.
2.º Metagitnione (agosto-settembre), mese del tragitto. Si celebravano in esso le feste di Apollo Metagitnio, commemorative del passaggio di un popolo dell’Attica da un comune all’altro.
3.º Boedromione (settembre-ottobre), ossia mese del soccorso. Celebravasi in esso la festa Boedromia, in memoria del soccorso recato da Xuto agli Ateniesi, quando questi, al tempo di Eretteo, furono assaliti dagli Eleusini sotto la condotta di Eumolpo trace, figlio di Nettuno. Vi si onorava Apollo perciò detto anch’egli Boedromio; e ai 15 di questo mese stesso ricorrevano in onor di Cerere e Proserpina le feste dei misteri eleusini, la cui celebrazione durava nove dì.
4.º Pianepsione (ottobre-novembre), ossia mese delle fave cotte. Si cuocevano queste nelle feste, perciò dette Pianepsie, istituite in memoria di Teseo, che tornato salvo da Creta, mangionne per allegrezza alla stessa tavola co’ suoi compagni. Ricorrevano pure in questo mese le Tesmoforìe, ossia le feste di Cerere tesmofora, celebrate per sette giorni dalle donne di ingenua nascita, con processioni ad Eleusi, digiuni e solennissimi riti; e le feste Apaturie, o feste delle frodi, commemorative del duello in cui Melanto campione degli Ateniesi vinse per inganno Xanto re dei Beoti; duravan tre giorni, nel terzo dei quali avea luogo la iscrizione dei neonati.
5.º Memacterione (novembre-dicembre), ossia mese di Giove tempestoso — in onor del quale si celebravano le feste Memacterie per implorare il tempo sereno (Il Petavio mette questo mese in luogo del Pianepsione dal quale lo fa precedere).
6.º Posideone (dicembre-gennajo), ossia mese di Nettuno, onorato nelle feste Posidonie, celebrate con solenni abluzioni, specialmente in Egina. Ricorrevano pure in questo mese le Dionisiache rurali, ossiano i Baccanali campestri, celebrati nella campagna colla processione del fallo ritto.
7.º Gamelione (gennajo-febbrajo), ossia il mese delle nozze, sacro a Giunone Gamelia, auspice e tutrice dei vincoli conjugali.
8.º Amtesterione (febbrajo-marzo), ossia floreale. Vi ricorrevano all’11 del mese le feste Lenee, dette anche Antesterie o floreali, e dedicate a Bacco Leneo: le quali duravan tre giorni: il primo, festa delle botti; il secondo, festa delle coe o delle libazioni funerarie; il terzo, festa dei chitri o delle pentole, perchè in tal dì cuocevansi legumi d’ogni specie in una gran pignatta, offerta in suffragio de’ morti a Mercurio.
9.º Elafebolione (marzo-aprile), ossia mese di Diana cacciatrice dei cervi. Le si offeriva nella sua festa una torta raffigurante quell’animale. In questo mese avean luogo le grandi Dionisiache, ossiano i Baccanali della città, celebrati in Atene colla massima pompa e processioni solenni, e gara dei componimenti teatrali.
10.º Munichione (aprile-maggio), ossia mese di Diana Munichia, così detta dal suo tempio famoso in Munichia, borgata e porto di Atene, ove celebravansi in questo mese le sue feste.
11.º Targelione (maggio-giugno), ossia mese scaldaterra. Vi si celebravano le feste Targelie, in onor del Sole e delle Ore, portandosi in giro le primizie dei prodotti. Ricorreva pure ai 25 di questo mese la festa Plinteria, in onor di Minerva e di Aglauro, tenuta per giorno d’infausto augurio.
12.º Sciroforione (giugno-luglio), ossia il mese dell’ombrella, la quale veniva portata ai 12 del mese, nelle feste Scire o Sciroforie, in onor di Minerva, da Atene a Sciro, borgo fra Eleusi ed Atene, ov’era il tempio di Minerva perciò detta Scirade, ossia dall’ombrella.
Il mese intercalare poi, che si aggiungeva, come abbiam detto, tre volte in otto anni, dicevasi Posideone secondo.
Dividevasi il mese in tre decadi: la prima dicevasi del mese cominciante o luna crescente, ἱσταμὲνος μηνὸς — la seconda del mese medio o della luna media, μεσοῦντος μηνὸς — la terza del mese o della luna terminante, φθίνοντος μηνὸς. Si designavano progressivamente dall’uno al dieci i giorni della prima decade; primo, secondo, terzo del mese entrante o cominciante (πρώτη, δευτέρα, τρίτη ἱσταμὲνος); egualmente quei della seconda: primo, secondo, terzo del mese medio, oppure primo dopo dieci, secondo dopo dieci, ecc. (πρώτη, δευτέρα, τρίτη μεσοῦντος, ovvero πρώτη ἐπί δὲκα ecc). Giunti alla terza decade, si contava per sottrazione: ossia il 21 diceasi decimo del mese cadente, il 22 nono del mese cadente, il 23 ottavo, ecc. (δεκάτη, ἐνάντη, ογδόν φθίνοντος). Però talvolta si contavano anch’essi per addizione e dicevasi primo dopo venti, secondo dopo venti, ecc. (πρώτη μετὰ εἴκαδα, δευτέρα μετὰ εἴκαδα, ecc.). Il 30 ed ultimo del mese chiamavasi ἐνη καὶ νέα, vecchia e nuova luna, ossia tra il finir di una luna e il cominciar di un’altra. Il primo del mese dicevasi pure νουμηνία, ossia novilunio.
Quando il mese era di 29 giorni invece di 30, il 21 invece di chiamarsi decimo del terminante dicevasi nono, il 22 ottavo, ecc.
Vedi Scaligero, Petavio, Corsini, Cesarotti, Taylor; Plutarco in Solone, ecc.