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Alcibiade

Note 266 — QUADRO TERZO

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L’aneddoto da cui è tratta questa scena è riferito da Plutarco alla prima giovinezza d’Alcibiade, e da lui così narrato: «Passato ch’ebbe (Alcibiade) l’età puerile, portossi ad un precettor di grammatica, e gli chiese un libro d’Omero; e dicendogli il precettore ch’egli non avea niente di Omero, percossolo di un pugno, sen passò oltre: e dicendogli poi un altro di avere Omero corretto da lui medesimo, — E a che, gli rispose Alcibiade, ti trattieni tu ad insegnare a leggere? Atto essendo ad emendare Omero, non ti dai ad erudire la gioventù?» (Plut., Alcib., 7, e Apoftegmi; Eliano, V. St., XIII, 38).

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