Note 256 — QUADRO TERZO
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Le Nubi fatte in Atene rappresentar da Aristofane nell’anno 424 av. l’E. V. (ventiquattro anni prima della morte di Socrate) fecero fiasco. Di che lo stesso Aristofane si lamenta nella parabasi della seconda edizione di quella commedia, ch’egli tornò a dare l’anno dopo, collo stesso esito; e nella parabasi delle Vespe.
Wieland nell’Aristippo (I, lett. 9) fa attribuire da Aristofane il fiasco delle Nubi alla influenza di Alcibiade, di cui eran noti l’affetto e la devozione per Socrate suo maestro acremente deriso in quella commedia, e al timore che Alcibiade stesso seppe incutere in teatro col suo partito. Certo Alcibiade si trovava un po’ interessato in causa, per i frizzi frequenti al suo proprio indirizzo nelle commedie di Aristofane (Cfr. Vespe, 44; Acarnesi, 716; Rane, 1422), e per credersi forse satireggiato egli medesimo nel personaggio di Fidippide delle Nubi: e la popolarità e l’influenza del giovine lion ateniese assai probabilmente poterono nuocere al successo della commedia.
Le Nubi, del resto, e gli Acarnesi, ov’è posto in canzone Lamaco, e le Rane ove canzonasi Euripide, provano ch’era caduta in dissuetudine ad Atene l’antica legge che vietava di citare o attaccar alcuno per nome nelle commedie (Meurs., Them. Att., II, 20).