Note 247 — QUADRO TERZO
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Ἀνὴρ γὰρ, ὄστις, εὖ βίον κεκτημένος, μὴ τουλάχιστον τρεῖς ἀσυμβόλους τρέφει, ὄλοιτο, νοστου μὴ ποτ’ εἴς πάτραν τυχών. (Ateneo, Deipn., VI, 247 c.)
È da una commedia di Difilo, che Ateneo riporta questi versi, siccome attribuiti in detta commedia ad Euripide. E il parassita d’Alcifrone, dopo aver fatto una citazione di poeta, soggiunge con sussiego: «Anche noi parassiti parliamo alla foggia dei letterati» (Alcifr., Lett., III, 65).