← Table of contents
Alcibiade

Note 244 — QUADRO TERZO

Reading edition

L’abbigliamento ordinario delle donne ateniesi consisteva, com’è noto, 1.º in una tunica (κιθῶν) o specie di camicia bianca, per lo più di lino, molto ampia, discendente in ricche pieghe fino ai piedi, congiunta sopra le spalle con bottoni a fermagli, e allacciata sotto le mammelle dallo strofio, ricca cintura, sovente d’oro; 2.º in una sopraveste (διπλοίδιον) che dev’essere la stessa cosa coll’ἔγκυκλον di Aristofane (Tesmof., 261), (mal tradotto dal Cappellina per mantellino) della stessa stoffa del chiton, ma più breve, spesso con maniche sin verso la metà delle braccia, adorna al basso di liste di vari colori; 3.º in un pallio a forma di sciarpa o manto (πέπλον); 4.º in un panno o velo in testa, all’uscire in pubblico (Poll., lib. 7, 14, 15; A. Tazio, Clit. Leuc., 1; Aristof., Tesm., Lisis. — Cfr. Becker, Winkelmann, Ferrario, ecc.). La tunica color di croco o crocata (κροκωτὸς) era veste di lusso; così pure le cimberiche, vesti portate senza cintura (ὁρθοστὰδια) e così chiamate, secondo lo scoliaste d’Aristof., dal luogo in cui si fabbricavano. Cfr. Arist., Lisistr., v. 44, 45.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings