Note 241 — QUADRO TERZO
Reading edition
Cfr. Alcifr., Lett., I, 36. Prima di seppellire i morti e celebrar loro le esequie usavasi in Atene tener esposto nel vestibolo della casa per un giorno (e occorrendo, per accertare il decesso, fin tre giorni) il cadavere lavato, profumato, vestito di ricchi abiti e inghirlandato di fiori. In una mano gli si poneva una focaccia per ammansar Cerbero, e nella bocca uno o due oboli per pagar il tragitto a Caronte (Eurip., Ippol.; Aristof, Lisistr., Rane; Luciano, Del Lutto, Dial. dei morti, 11; Polluce, lib. 8). «E tu dopo d’avermi spogliato stamattina, dice Blepiro a sua moglie, te ne andasti lasciandomi come un morto, salvochè non mi inghirlandasti, nè mi ponesti vicino il vaso dei profumi» (Aristofane, Eccles.).