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Alcibiade

Note 225 — QUADRO TERZO

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Ceramico o palazzo delle tegole, era un quartiere famoso della città, che traeva il nome, secondo Pausania (Attic., 3), dall’eroe Ceramo, figlio di Bacco e di Arianna; ma molto più verisimilmente dai lavori in terra cotta (κέραμος, tegola) che vi si facevano. Estendevasi parte fuori e parte dentro della città. Nel Ceramico esterno, che si stendeva dalla porta Dipila sino all’Accademia, erano le tombe degli eroi, caduti in guerra per la patria. «Ceramicus locus Athenis ubi bello peremptos sepeliebant, et funebres orationes habebant: statuis passim erectis, quae, quo quique loco occubuissent, indicarent» (Suida). Nel Ceramico interno che dalla porta metteva alla piazza maggiore (Agorà), radunavansi il bel mondo e le meretrici (V. Suida; Meursius alla voce Ceramicos; Paus., Att., 3, 29).

Avendo l’autore supposto la casa di Alcibiade (quadro I, not. 1) a ponente d’Atene, fuor delle porte, presso la via del Pireo, Cimoto uscendo dalla porta Dipila, a nord-ovest, per venire a trovar Alcibiade, doveva appunto attraversare il Ceramico esterno.

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