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Alcibiade

Note 317 — QUADRO QUARTO

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Nicia e Lamaco furono i due capitani eletti a colleghi di Alcibiade nel comando della spedizione di Sicilia. Nicia era abile capitano, ma prudentissimo sino alla paura; Lamaco audace fino alla temerità; Alcibiade radunava in sè, da eccellente capitano ch’egli era, la prudenza del primo e il coraggio del secondo (Plut., Nicia; Alcib.; Tucid., VI).

Sul carattere focoso e impetuosissimo di Lamaco, le cui doti soldatesche appunto lo facevano miglior soldato che condottiero, e il quale del resto visse virtuoso e povero, e morì in Sicilia da prode, vedi Aristof., Acarnesi, Pace, 1290, seg.; Rane, 1039; Tucid., IV, 75; VI, 19, 101; Plut., Alcib., 12, 20; Nicia, 14; Elian., V. st., II, 43. — Aristofane stesso che lo canzonò, facendone il tipo d’un capitan Fracassa de’ suoi tempi, rende omaggio alla sua virtù e ai suoi meriti verso la patria, nelle Tesmof., 841.

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