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Alcibiade

Note 313 — QUADRO QUARTO

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«Avendolo quindi condannato (Alcibiade) per contumacia e pubblicate avendone le sostanze, determinarono di più che tutti i sacerdoti e le sacerdotesse lo avessero a maledire: fra le quali raccontasi che una sola, chiamata Teano, figliuola di Menone, sacerdotessa del tempio di Agraulo, ebbe il coraggio di opporsi a quel decreto, dicendo: di essere sacerdotessa per benedire e non per maledire» εὐχῶν, οὐ καταρῶν ἱέρειαν γεγονέναι (Plut., Alcib., 22). — Sui riti delle maledizioni, vedi Lisia, Contr. Andoc.; Plut., Arist., 24, 25; Erodoto, V, 165. — Cfr. Maury, Hist. des relig. de la Gr. ant.

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