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Alcibiade

Note 304 — QUADRO QUARTO

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Le triremi, ch’eran le navi da guerra ateniesi (comandate ciascuna da un trierarca) secondo i calcoli del Boeckh (Econ. pol. At., II, 22), portavano ordinariamente da 200 uomini ciascuna. E cioè: 10 soldati di fanteria navale (ἐπιβάται) destinati alla difesa della nave; 40 opliti (truppe di sbarco o combattenti sopra coperta); e 150 tra uffiziali della nave, marinaj e rematori. Questi ultimi erano oltre a cento, ripartiti in tre ordini (indi il nome di trireme). Nel primo ordine, il più alto sopra il livello dell’acqua, erano i traniti, con lunghi remi: nel secondo di mezzo gli zigiti, nel terzo e più basso i talamj, i quali ultimi remando poco più su del livello dell’acqua, avean remi assai corti e sceglievansi quindi fra i più deboli di forza; questi erano spregiati (Ar., Rane, 1106) e non adoperavansi in alcuna fazione. — Questi tre ordini di rematori eran diretti da un regolatore (κελευστὴς), ch’era sulla nave il primo in dignità, dopo il trierarca ed il piloto (κυβερνήτης), (Tucid.; Senof., Rep. At., I, 2; Peyron, Note a Tucid.).

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