ATTO SECONDO
Reading edition
(La stessa decorazione)
SCENA I.
Garbini, Carletto e Steiger.
GARBINI (entrando tutto fradicio di pioggia)
Ah! la buon'acqua! Carletto, del fuoco subito, una grossa fiammata, una fiammata enorme che bruci la casa. Ah! la buon'acqua. Ah! la buon'acqua!!
CARLETTO
Il signore non è salito al Monte Rosa?
GARBINI
No, no, non ci sono salito al Monte Rosa e non ci salirò mai, mai. Presto il fuoco, o divento un sorbetto! No, non ci sono salito al vostro Monte Rosa, al vostro maledetto, al vostro infernale Monte Rosa!
CARLETTO (che ha acceso il fuoco)
Ecco.
GARBINI
Ah! Ah! Ah! Dio ti ringrazio! Venite qui voi (a Steiger), fatevi asciugare.
STEIGER
Grazie (non si muove).
GARBINI
C'è posto per tutti due.
STEIGER
Non occorre.
GARBINI
Come non occorre? Se grondate come me...
STEIGER
Io la conosco l'acqua della montagna.
GARBINI
Oh! la conosco ancor io, e per bene (si guarda). Come farò a levarmi gli stivali! — Carletto...
CARLETTO
Mi comanda.
GARBINI
Dammi il mio alpenstok.
CARLETTO
Eccolo.
GARBINI
Questo è il simbolo dell'alpinismo, non è vero?
CARLETTO
Il simbolo?...
GARBINI
Sì, l'insegna, la divisa degli alpinisti.
CARLETTO
Ah! sissignore.
GARBINI
Bene, spezzalo in due.
CARLETTO
Ma...
GARBINI
Spezzalo in due col ginocchio, così... (fa il gesto).
CARLETTO
Se al signore non serve più...
GARBINI
Ne dubita! Ebbene?
CARLETTO
Ebbene, se volesse farmene un regalo...
GARBINI
Hai delle voglie...?
CARLETTO
Oh non signore! lo venderò a qualche turista.
GARBINI
Il mio bastone? Che abbia da essere complice di un'altra ascensione? Quanto lo venderesti?
CARLETTO
Una lira.
GARBINI
Tieni, sono due: rompilo.
CARLETTO
Grazie! (lo spezza). Così?
GARBINI
Sì, dammelo (mette i due pezzi sul fuoco). E così possa incenerirsi per sempre...
STEIGER
Se il signore desidera offrirmi un bicchiere di cognac...
GARBINI
Lo desidero, amico mio. — Carletto...
(Carletto cava da un armadio bottiglia e bicchierini).
GARBINI
E gli altri?
CARLETTO
Chi, gli altri?
GARBINI
Quei signori!
CARLETTO
Dormono.
GARBINI
Dormono! Hanno dormito, hanno riposato la notte intera, come prescrivono le leggi della natura! Che ore sono? (guarda). Le otto: ho camminato sei ore!
STEIGER (bevendo)
A quest'ora saremmo al secondo piano del ghiacciaio.
GARBINI
Ah sì?... e poi negano la Provvidenza!
STEIGER
A mezza strada dal Lyskamm.
GARBINI
Che bella cosa non esserci!
CARLETTO
Il signore si è lasciato impaurire per un po' di piova.
GARBINI
Impaurire no..., me l'ha tolta la paura. Amico mio! Quanto ho benedetta quell'acqua! alle prime goccie ho ordinato il front indietro. Si era appena arrivati sul ghiacciaio. Non ho il rimorso d'essermi bagnato un solo capello nell'andata... l'ho pigliata sì, ma nel ritorno.
STEIGER
Il signore non è del Club Alpino?
GARBINI
No, sarò il fondatore d'un club per la pianura.
STEIGER
È una cosa che segue tutti i giorni in montagna. È piovuto mezz'ora, e di nuovo il sole.
CARLETTO
Anche ieri sera un acquazzone.
GARBINI
L'ho sentito da stare in letto.
CARLETTO
Non tutti all'albergo possono dire altrettanto.
GARBINI
Cioè?
CARLETTO
Qualcheduno l'ha pigliata.
GARBINI
L'acqua di ieri sera? Chi?
CARLETTO
Una signora ed un signore.
GARBINI
Chi sono questi miei colleghi? Dimmelo, dimmelo.
CARLETTO
La signora non l'ho ravvisata; l'ho veduta stando in cucina che entrava correndo, e la si è chiusa in camera.
GARBINI
Diamine! E il signore è entrato con lei?
CARLETTO
Dieci minuti dopo; ma in uno stato...!
GARBINI
E l'hai ravvisato, lui?
CARLETTO
Il signor Baldassarre.
GARBINI
Davvero? A che ora?
CARLETTO
Alle otto e mezzo.
GARBINI
Diamine!
STEIGER
Il signore non comanda altro?
GARBINI
No, altro.
STEIGER
Il signore capisce che ho perduta la giornata. Ho ricusato due inglesi.
GARBINI
Mi muto d'abito, e poi torno ed accomoderemo.
STEIGER
Sissignore.
GARBINI
Tieni, Carletto; il vestito ce l'ho da cambiarmi, ma il cappello è uno solo; fallo seccare (glie lo dà).
CARLETTO
C'è un forno apposta, e in dieci minuti...
GARBINI
Bravo! — Ah! dacchè gli altri sono anche a letto, non dire nulla della mia spedizione.
CARLETTO
Che non abbiano a riderne.
GARBINI
Sei intelligente. Dirai che non mi sono svegliato in tempo.
CARLETTO
Stia tranquillo (Garbini entra in camera).
SCENA II.
Steiger, Carletto, poi Baldassarre.
STEIGER
Di che paese è quella marmotta?
CARLETTO
Chi lo sa?
STEIGER
Dev'essere uno spiantato.
CARLETTO
Perchè?
STEIGER
Perchè è un lusso da gran signore quello di rompersi la testa (per partire).
CARLETTO
Non ne avranno di bisogno. — Dove vai?
STEIGER
All'altro albergo a pescare inglesi.
CARLETTO
Quelli l'arrischiano la testa.
STEIGER
Come se non l'avessero. — Oh bada, vien gente.
CARLETTO
To' portami giù al forno il cappello del tuo alpinista; io devo badare qui.
STEIGER
Bene (via).
BALDASSARRE (entrando)
Carletto?
CARLETTO
Mi comandi.
BALDASSARRE
Dormono tutti ancora?
CARLETTO
Nessuno ha dato segno di vita.
BALDASSARRE (da sè)
Non vorrei che ne avesse sofferto.
CARLETTO
Il signore ha dormito bene?
BALDASSARRE
Benissimo.
CARLETTO
Buono, eh, il letto? (maliziosamente).
BALDASSARRE
Oh! perchè mi guardi così, e ridi?
CARLETTO
Io rido?
BALDASSARRE
Sì, tu, e mi secchi.
CARLETTO
Dopo l'umido di ieri sera...
BALDASSARRE
Di'?... mi pare che hai dello spirito.
SCENA III.
Livia e detti.
BALDASSARRE
(appena la vede le si avvicina con galanteria)
Oh! ben levata?
LIVIA
E lei?
BALDASSARRE
Benissimo.
LIVIA
Ho fatto tardi, ma quel tempaccio...
BALDASSARRE
È vero.
CARLETTO (da sè)
Che fosse lei... la... (s'accosta).
BALDASSARRE
Che fai lì?
CARLETTO
Metto ordine.
BALDASSARRE
Va via.
CARLETTO
Ma...
BALDASSARRE
Levi tanta polvere.
CARLETTO
Se non spazzolo.
BALDASSARRE
Andiamo... quando dico...
CARLETTO
Sissignore. (uscendo, fra sè) Era lei. (via).
BALDASSARRE
Ha dormito bene?
LIVIA
Un sonno solo.
BALDASSARRE
Non le ha dato fastidio quell'umidaccio?
LIVIA
Oh le stanze sono riparate bene. — E lei? Come è stato contento della sua serata di ieri?
BALDASSARRE
Me lo domanda! Ho maledetto il tempo... ma...
LIVIA
Ha preso acqua?
BALDASSARRE
Oh molta!
LIVIA (da sè)
Chissà com'è andata? (forte) Diceva che ha maledetto il tempo, ma...
BALDASSARRE
Ma ho benedetto il genere umano!
LIVIA
Grazie per quel che me ne tocca. — Dunque in complesso?
BALDASSARRE
In complesso spero... che... il primo passo... chiami il secondo.
(Livia lo guarda sorpresa)
È sempre intenzionata di partire oggi?
LIVIA
No, domani o dopo.
BALDASSARRE
Grazie!
LIVIA
Ma...
BALDASSARRE
Ed io spero che... quanto era disposta a concedermi ieri... non vorrà negarmelo...
LIVIA
Oh! la stia tranquillo. Quanto era disposta a concederle ieri, non glielo negherò mai!
BALDASSARRE
Avevo una tal paura che ne avesse sofferto...!
LIVIA
Sofferto?...
SCENA IV.
Garbini e detti.
GARBINI
Buon giorno, signora Livia.
BALDASSARRE
Garbini! non sei partito!
GARBINI
Non mi hanno svegliato in tempo.
BALDASSARRE
L'avrei giurato.
LIVIA (fra sè)
Oh come è andata? (forte) E la signora Emilia?
BALDASSARRE
Si sta vestendo, credo. Non mi ha lasciato entrare in camera sua.
GARBINI
Le è passato il mal di testa?
BALDASSARRE
Credo di sì.
LIVIA
Vuol dire che si potrà fare la nostra solita passeggiata.
GARBINI
C'è un freddo...!
BALDASSARRE
Che ne sai tu?
GARBINI
Mi sono affacciato alla finestra vestendomi.
LIVIA
Bisognerà coprirsi per andar fuori?
GARBINI
Oh sì, molto.
LIVIA
Vado a mettermi il mantello.
BALDASSARRE
Vuole che...
LIVIA
No, faccio in un momento. (via).
SCENA V.
Garbini e Baldassarre.
BALDASSARRE (guardando dietro a Livia)
Simpatica donna! Come è elegante!!
GARBINI
Ci siamo di nuovo. Ma non lo capisci che ti canzona, che non leva un dito, che non apre bocca, che non ti guarda se non per canzonarti?
BALDASSARRE
Oh senti, Gaspare mio, sai che mi secchi? Ieri potevi dire, e mi hai quasi impensierito, oggi so quello che so, e ne so più di te. E basti!
GARBINI
Ti compiango.
BALDASSARRE
Imbecille!
GARBINI
Mi fai rabbia.
BALDASSARRE
Lo credo.
GARBINI
Pensare che ti sono parente.
BALDASSARRE
La, la larà, larà, larà!
GARBINI
Oh! (prende un giornale e siede).
BALDASSARRE
(dopo una pausa non resiste al solletico della vanità)
Gaspare, Gaspare.
GARBINI
E poi?
BALDASSARRE
Con te posso parlare?
GARBINI
Sì. E poi?
BALDASSARRE
Le ho data la lettera.
GARBINI
Lo so.
BALDASSARRE
Sai cosa c'era in quella lettera?
GARBINI
Sì, un appuntamento.
BALDASSARRE
Ebbene...
GARBINI
Ebbene?
BALDASSARRE
È venuta.
GARBINI
Quando?
BALDASSARRE
Ieri sera.
GARBINI
Per isbaglio.
BALDASSARRE
In un luogo recondito.
GARBINI
E che ti disse?
BALDASSARRE
Non mi ha detto nulla.
GARBINI
Ah!
BALDASSARRE
Come è vero Iddio! è venuta e faceva mezzo buio. Io l'aspettavo da un quarto d'ora, poco lungi di qui, alla cascata. All'ora precisa eccola comparire, ma per disgrazia, giusto in quel punto si scatena il temporale con una violenza spaventosa. Io muovo ad incontrarla... S'era a trenta passi... quando scoppia il tuono, essa dà un grido e fugge correndo.
GARBINI
Ah, ah, ah!
BALDASSARRE
Io dietro...
GARBINI
Ah! ah, ah!
BALDASSARRE
Oh! non ridere.
GARBINI
No, non rido; e tu dietro.
BALDASSARRE
Ma c'erano tali sassi...
GARBINI
Che sei caduto?
BALDASSARRE
Caduto... no... ma...
GARBINI
Ma quasi. E non l'hai raggiunta?
BALDASSARRE
No, ma... Zitto; mia moglie.
SCENA VI.
Emilia, detti, poi Livia.
BALDASSARRE
La signora Livia ti aspettava per il passeggio.
EMILIA
Eccomi.
GARBINI
Ben levata?
EMILIA
Grazie!
BALDASSARRE
E non fai le sorprese di trovarlo qui?
EMILIA (imbarazzata)
Ah! è vero... come mai?
GARBINI
Non mi hanno svegliato in tempo.
EMILIA
La signora Livia m'aspettava? dov'è?
BALDASSARRE
La chiamo. Signora Livia?
LIVIA (di dentro)
Eccomi.
GARBINI (ad Emilia)
Siete pallida.
EMILIA
Ho dimenticato di fingere la sorpresa..... avete visto come l'ha notato subito?
GARBINI
Chi?
LIVIA (entrando)
Andiamo? — Signora Emilia...
EMILIA
Signora Livia... Ai loro comandi.
LIVIA
Così viene?
EMILIA
Come?
LIVIA
Non si mette lo scialle?
EMILIA (con imbarazzo)
Oh non occorre.
GARBINI
Anzi, c'è un freddo!
EMILIA (piano)
Tacete.
GARBINI
Ma no, davvero... vi piglierete un malanno.
EMILIA (lo guarda incollerita)
Mi piace quell'aria viva.
GARBINI (da sè)
Che sguardo!
BALDASSARRE
Va a prendere lo scialle.
EMILIA
No.
LIVIA
Lo consegnerà a suo marito.
GARBINI
O a me.
EMILIA
Dobbiamo andare?
BALDASSARRE
Ma non ti lascio uscire così, è inutile. Conosco la montagna.
EMILIA
Quando dico che non occorre, c'è bisogno di insistere? Sono coperta fin troppo, andiamo.
BALDASSARRE (avviandosi alle stanze)
Lo piglierò io.
EMILIA
No, Baldassarre.
BALDASSARRE
È inutile. (via).
LIVIA (da sè)
Che paura!
EMILIA (piano a Garbini)
Disgraziato!
GARBINI (sorpreso)
Eh?
LIVIA
Mi rincresce, dacchè la contraria tanto, di essere stata io a proporre...
EMILIA (tutta smarrita)
Oh non fa.
BALDASSARRE
(ritornando collo scialle tutto bagnato)
Che vuol dir ciò?
EMILIA
Ah!
GARBINI
Che cos'è?
BALDASSARRE
Senti... una spugna! gronda ancora (spremendolo).
LIVIA (da sè)
Dunque c'è andata!
BALDASSARRE (ad Emilia)
Com'è stato?
EMILIA
Non so capire...
BALDASSARRE
Ecco perchè non lo volevi pigliare.
EMILIA
Ebbene sì... l'ho dimenticato sulla finestra ieri sera.
BALDASSARRE
Se c'è il tetto che sporge.
LIVIA
Io ce n'ho due per fortuna. Gliene darò uno de' miei.
BALDASSARRE
Però vorrei sapere...
LIVIA
Oh Dio! Che vuol saperne di più! È bagnato, ecco. Se non lo sa neanche la signora Emilia come è andata!
EMILIA
No... non...
SCENA VII.
Orazio e detti, poi Carletto
GARBINI
Oh! il dottore.
ORAZIO
Non sei partito?
GARBINI
No.
LIVIA (ad Orazio)
Ancora in collera?
ORAZIO (serio)
Oh no!... perchè in collera?
GARBINI (piano ad Emilia)
Ma come mai quello scialle...?
EMILIA (c. s.)
E osate domandarmelo?
GARBINI
Io!
ORAZIO
Signori, una novità!
TUTTI
Oh! Che cos'è?... una novità?
ORAZIO
Un fatto strano, quasi meraviglioso, quasi fantastico, seguito ieri sera.
BALDASSARRE (da sè)
Diavolo!
EMILIA
Ah!
GARBINI
Sentiamo.
LIVIA
Dunque?
ORAZIO (che li ha tutti osservati, da sè)
Fingono. (forte) Sissignore ieri sera... mentre pioveva a rovescio ed alla mezza luce dell'alba lunare, ai pochi indigeni di Gressoney che rimanevano sull'uscio di casa a respirare l'aria piovana, toccò la rara sorte di assistere ad una apparizione!
BALDASSARRE
Un'appariz...
EMILIA (a Garbini piano)
Fatelo tacere.
GARBINI
Ma...
ORAZIO
Anzi a due apparizioni.
LIVIA
Come due! (subito)
ORAZIO
(che non la perdeva di vista, credendo che siasi tradita)
Ah!... Due fantasmi, due forme di donna, le quali a pochi minuti d'intervallo l'una dall'altra e dai due lati opposti dell'albergo...
EMILIA (c. s.)
Fatelo tacere.
GARBINI
Ma... (ad Orazio) per chi ci pigli a raccontarci di simili storie? (piano) Sta zitto.
ORAZIO
Sei tu che mi dici...?
GARBINI (c. s.)
Sta zitto! (forte) E la passeggiata...?
BALDASSARRE
Sì, sì, a passeggio... il dottore vuol ridere.
ORAZIO
Può darsi... dacchè ne so abbastanza.
BALDASSARRE
Ne sa...
LIVIA
Lo lascino dire.
BALDASSARRE
Andiamo? Garbini, dà il buon esempio.
GARBINI
Subito. (s'avvia).
LIVIA
Non prende il cappello?
GARBINI
(Diavolo!)... Ah sicuro... il cappello.
BALDASSARRE
Presto.
ORAZIO (a Livia)
Spero non mi negherete una spiegazione.
LIVIA
Ma quante ne vorrete.
ORAZIO
Peccato che vi siate tradita da voi stessa!
LIVIA
Che farci? non si è perfetti.
GARBINI
Non lo trovo.
LIVIA
Che cosa?
GARBINI
Il mio cappello.
BALDASSARRE
L'avrai lasciato in camera.
GARBINI
No, no, l'avevo un momento fa. (da sè) Come faccio adesso?
CARLETTO (entrando col cappello di Garbini)
Ecco qui... (vedendo gli altri si trattiene) Ah!
ORAZIO
Che cos'è?
CARLETTO
Nulla, portavo al signore...
GARBINI
Ah bravo! (prende il capello).
ORAZIO
Come mai l'aveva Carletto?
GARBINI
Glielo aveva dato per farlo spazzolare.
LIVIA
Oh! in quale stato!
GARBINI
Che cosa?
LIVIA
Il suo cappello. Ha l'ala mezzo bruciata...
GARBINI
Oh!
EMILIA (impaurita).
Oh mio Dio!
CARLETTO
Sissignore, è stato per la furia nel farlo asciugare.
ORAZIO e BALDASSARRE
Asciugare!!
GARBINI
Patatrach!
EMILIA
(Sono perduta!)
LIVIA (da sè).
Che vuol dir ciò?
BALDASSARRE (a Garbini)
Fa vedere.
GARBINI
Ecco... dirò... perchè...
CARLETTO (da sè).
L'ho fatta!... Scappo (p. p.).
ORAZIO
Carletto?
CARLETTO
Mi comanda.
ORAZIO
Rimani un momento.
LIVIA
Si va o non si va?
ORAZIO
Che fretta!
LIVIA
Signor Baldassarre...?
BALDASSARRE
Eh? ho altro in testa adesso.
LIVIA
Sanno che finirò per andar sola?
ORAZIO (piano)
Avete paura?
LIVIA
Signora Emilia, mi vuol tenere compagnia?
EMILIA
Grazie, non sto troppo bene.
LIVIA
Nessuno si muove?... A rivederli.
ORAZIO (piano)
Questa spiegazione...?
LIVIA
Ve l'ho detto, quando vorrete. Signori... (s'avvia).
GARBINI
L'accompagno.
ORAZIO
Ti prego di rimanere.
GARBINI
Come vorrai. Signora Livia... (Livia esce).
SCENA VIII.
Detti, meno Livia.
(Orazio s'avvicina a Baldassarre).
GARBINI (ad Emilia)
Mi sapreste spiegare...?
EMILIA
Siamo perduti!
GARBINI
Ma...
EMILIA
Lasciatemi.
GARBINI
Orazio, che mi vuoi?
ORAZIO
Un momento.
(Garbini rimane in fondo comicamente)
ORAZIO (a Baldassarre)
Sa dirmi lei la ragione della venuta di Garbini?
BALDASSARRE
Per andare al Monte Rosa, diceva.
ORAZIO
Perchè non c'è andato?
BALDASSARRE
Perchè non l'hanno svegliato, dice.
ORAZIO
E ci crede lei?
BALDASSARRE
Veramente... (da sè) Oh! perchè m'interroga lui?
ORAZIO
Le guide non c'è pericolo che dimentichino.
BALDASSARRE
Non c'è pericolo.
ORAZIO
Carletto...
GARBINI
Oh senti, se mi hai trattenuto per parlare con Carletto...
ORAZIO
Un momento, non temere.
BALDASSARRE
Non temere.
ORAZIO (a Carletto)
Il signor Garbini doveva andare al Monte Rosa?
CARLETTO
Diceva.
ORAZIO
Perchè non c'è andato?
BALDASSARRE
Perchè?
CARLETTO
Perchè non s'è svegliato in tempo.
BALDASSARRE
È vero?
CARLETTO
Mi ha raccomandato di dire così.
BALDASSARRE
Ah! è stato lui che...?
ORAZIO
L'avrei giurato! — Va pure (Carletto esce). A noi, caro Garbini.
BALDASSARRE (da sè)
Ma dunque... (ad Emilia) Rientra nella tua camera.
EMILIA
Baldassarre credi...
BALDASSARRE
Ho detto! ed aspettatemi.
EMILIA
Oh mio Dio! (via).
SCENA IX.
Orazio, Baldassarre, Garbini.
BALDASSARRE
Perdoni, dottore, vorrei dire due parole a mio cugino.
ORAZIO
L'ho trattenuto io.
BALDASSARRE
Si tratta di un affare.
ORAZIO
E anch'io.
BALDASSARRE
Ho fatto ritirare mia moglie apposta.
ORAZIO
Dopo di me. Lei non può avergli a dire le stesse cose.
GARBINI
Sbrigatevela fra voi altri... non ho fretta.
BALDASSARRE
La prego caldamente...
ORAZIO
Ma...
BALDASSARRE
Due minuti...
ORAZIO
Li può aspettar lei due minuti.
GARBINI
Intendiamocela in tre da buoni amici!
BALDASSARRE
Amici!
GARBINI
Parenti, con te.
BALDASSARRE
Se si può essere più sfacciati!
ORAZIO
Oh insomma, cedo all'età.
BALDASSARRE
Grazie.
ORAZIO
Aspetto dabbasso... appena ha finito...
BALDASSARRE
L'avverto.
ORAZIO
Bene (via).
GARBINI
Meno male, uno alla volta!
SCENA X.
Garbini e Baldassarre.
(Baldassarre prende lo scialle da una mano, il cappello di Garbini dall'altra, poi viene a piantarsi in faccia a Garbini, senza profferire parola. — Pausa).
GARBINI
Vedo.
BALDASSARRE
Che vuol dir ciò?
GARBINI
Lo scialle di tua moglie e il mio cappello.
BALDASSARRE
Pensa che un'ora fa qui, ti parlavo come ad un amico!
GARBINI
Lo penso, e poi?
BALDASSARRE
Sapresti dirmi perchè questo scialle...
GARBINI
È bagnato? Non te lo so dire, in parola d'onore.
BALDASSARRE
Parliamo chiaro.
GARBINI
Non domando di meglio.
BALDASSARRE
Come mai il tuo cappello è ridotto così?
GARBINI
Perchè è bruciato; quell'animale di Carletto!
BALDASSARRE
Perchè l'hai dato a Carletto?
GARBINI
Se l'ha detto lui: per farlo asciugare.
BALDASSARRE
Perchè?
GARBINI
Perchè era bagnato.
BALDASSARRE
Come lo scialle di mia moglie?
GARBINI
Di più, di più, molto di più!
BALDASSARRE
Come va?
GARBINI
Ha pigliato la piova.
BALDASSARRE
Ah! confessi?
GARBINI
Non lo posso negare.
BALDASSARRE
Confessi! Non c'è più amicizia, non c'è più parentela, non c'è più rispetto ai sacri vincoli...
GARBINI
Baldassarre!
BALDASSARRE
Lo confessi!
GARBINI
Baldassarre!
BALDASSARRE
Com'è andata?
GARBINI
Oh! Signore Iddio misericordioso! ma tu sei impazzito del tutto, del tutto, del tutto?
BALDASSARRE
Rispondimi: quando... ieri sera?
GARBINI
Ma che cosa?
BALDASSARRE
La... la... piova.
GARBINI
No, stamattina.
BALDASSARRE
Non è vero.
GARBINI
Mi ero avviato al Monte Rosa...
BALDASSARRE
Non è vero.
GARBINI
Colla guida.
BALDASSARRE
Non è vero.
GARBINI
Oh senti: il cappello è mio, è mezzo bruciato, peggio per me; era inzuppato, peggio per me che non ne ho altri, ma è mio e ne posso fare quello che mi piace, e non dico una parola di più, cascasse il mondo!
BALDASSARRE
Gaspare... vado in bestia...
GARBINI
Non hai che da rimanere in te stesso.
BALDASSARRE
So tutto.
GARBINI
Oh bene! dimmelo a me. Sarà come tu vuoi.
BALDASSARRE
Tu sei uscito ieri sera.
GARBINI
Sì, e poi...?
BALDASSARRE
Lo confessi?
GARBINI
Sì, e poi?
BALDASSARRE
A notte.
GARBINI
Sicuro. È un gusto.
BALDASSARRE
Hai trovato la scusa dell'ascensione per giustificare la tua assenza.
GARBINI
Bravo!
BALDASSARRE
Ma eri venuto apposta.
GARBINI
S'intende. E poi?
BALDASSARRE
Come e poi?
GARBINI
Sì, avrò fatto qualche cosa...
BALDASSARRE
Spero bene che non avrai fatto nulla!
SCENA XI.
Carletto e detti.
CARLETTO
Il dottore Orazio mi manda...
BALDASSARRE
Che aspetti!
CARLETTO
Dice appunto che è stanco d'aspettare.
BALDASSARRE
Si riposi!
CARLETTO
Ma...
BALDASSARRE (impazientito).
Va via! (Carletto scappa via).
GARBINI
Baldassarre vieni qui. Ti giuro che non capisco una parola. — Calmati e spiegati.
BALDASSARRE
Tu ieri sera sei uscito con mia moglie.
GARBINI
Io! io! Oh!
BALDASSARRE
Negalo.
GARBINI
Se lo nego? ma lo nego di sicuro... ma lo grido ad alta voce... ma lo proclamo al cospetto di tutti gli Dei dell'universo... ma sono disposto a darne giuramento sul Vangelo! Io... con... tua moglie? Oh! oh! oh!
BALDASSARRE
Devi dire così.
GARBINI
Se fosse stato, non se ne sarebbe accorto... non è... bisogna bene...
BALDASSARRE
Spiegami lo scialle...
GARBINI
Non te lo so spiegare... non so, non so, non so!
BALDASSARRE
Il tuo cappello...
GARBINI
E dàlli!... Sono partito pel Monte Rosa stamattina... è piovuto e sono tornato indietro.
BALDASSARRE
Perchè non l'hai detto?
GARBINI
Perchè...
BALDASSARRE
Perchè hai imposto a Carletto di...
GARBINI
Perchè...
BALDASSARRE
Perchè ieri sera quella scusa...
GARBINI
Ma...
BALDASSARRE
Sentiamo, su, parla; non domando di meglio... giustificati, ridona la calma...
GARBINI
Senti...
BALDASSARRE
Perchè il terrore di mia moglie? perchè quel contegno di colpevole?
GARBINI (scoppiando).
Oh! lasciami o la faccio grossa, la faccio grossa!
SCENA XII.
Carletto (tornando) e detti.
CARLETTO
Il dottore mi manda a dirle che se lei non scende, salirà lui in persona.
GARBINI
Bravo! digli che venga.
BALDASSARRE
No.
GARBINI
Sì; voglio raccontargli ogni cosa.
BALDASSARRE
Disgraziato!... disonorarmi?
GARBINI
Che venga subito.
BALDASSARRE
No, vado io. Vado, ma ci ritroveremo... ti prometto che ci ritroveremo!
GARBINI
Sì, quando vorrai.
BALDASSARRE (s'avvia, poi torna).
Te lo prometto! (Via con Carletto).
SCENA XIII.
Garbini, poi Emilia.
GARBINI
Oh! (si lascia cadere su d'una poltrona spossato).
EMILIA (entrando).
Ebbene?
GARBINI
Ah siete voi? Baldassarre è matto!
EMILIA
Oh mio Dio!
GARBINI
Pretende che ieri sera io sia uscito con voi.
EMILIA
Avete negato?
GARBINI
Non mi lasciava dire.
EMILIA
È inutile, sa tutto.
GARBINI
Sa tutto?
EMILIA
Oh! che abbiamo mai fatto!
GARBINI
Ma che abbiamo fatto, in nome di Dio?
EMILIA
Oh! se sapeste, se sapeste... le idee che mi corsero per la testa ora di là, mentre sentivo qui la sua voce incollerita!... non distinguevo le parole, ma... sentivo... Ho persino pensato di fuggire con voi!
GARBINI
Con me? Sentite, Emilia... No, lasciatemi dire. Ho inteso parlare di certi paesi dove l'acqua che si beve esercita una influenza nociva sugli organi del cervello. Ebbene, a vedere quello che mi segue qui... a sentire Orazio, Baldassarre e voi, ho una grande paura che...
(Emilia vuole parlare).
GARBINI
No, ragioniamo calmi... a momenti viene quell'altro... Che cos'è stato? Come mai il vostro scialle e il mio povero cappello possono avere generato una tale Babilonia?
EMILIA
Oh! ma è una impudenza!
GARBINI (da sè).
È l'acqua, non c'è che dire!
EMILIA
Perchè in fin dei conti non ho nulla a rimproverarmi con voi.
GARBINI
Nulla affatto.
EMILIA
Sono stata un po' civetta... un po' debole...
GARBINI
Oh! così poco!...
EMILIA
Ed io non credevo che di continuare le nostre passeggiate di Pegli...
GARBINI
Ah! le nostre passeggiate.
EMILIA
E la vostra lettera istessa non può...
GARBINI
La mia lettera?
EMILIA
E avrò il coraggio di mostrarla a mio marito.
GARBINI
Quale lettera?
EMILIA
Quella d'ieri; non ce n'è altre.
GARBINI
Quella d'ieri! (Da sè) È l'acqua! — Dunque io ieri vi ho scritto una lettera?
EMILIA
Non vi manca che di negarlo.
GARBINI
No, no; non nego più nulla.
EMILIA
Lo potete fare, non c'era il nome. Siete prudente!
GARBINI
Non c'era il nome?
EMILIA
Ora comprendo quella calligrafia rotonda!
GARBINI
Era scritta in rotondo? Ah!
SCENA XIV.
Orazio e detti.
(Orazio entra e sta in fondo).
GARBINI
Una lettera con un appuntamento?
EMILIA
Ma...
GARBINI
Con un appuntamento per ieri sera?...
EMILIA
Sì.
GARBINI (raggiante)
Ma era della signora Livia!
ORAZIO (con impeto)
Ah! è vero?
GARBINI
Quest'altro adesso!
ORAZIO
Quella lettera era della signora Livia?
GARBINI
Cioè...
ORAZIO
L'hai detto or ora. La signora Emilia lo può attestare... L'ha detto?
EMILIA
L'ha detto... Ma ecco la signora Livia.
SCENA XV.
Livia e detti.
GARBINI
Ah! Signora Livia, io non ho più speranza che in lei, mi metto nelle sue mani; le giuro che un'ora simile a quella che ho passata non mi era toccata ancora in vita mia! Ho invocato in cuore i ghiacciai, i crepacci, le valanghe, l'ombra di sir Braddon, il finimondo, pure di liberarmi da questo labirinto. Ho maledetto la piova di stamane che mi ha fatto tornare indietro!
LIVIA
Ah! s'era avviato?
GARBINI
Sissignora. S'immagini che per una certa lettera, che lei deve conoscere...
LIVIA (sorridendo)
Prima di tutto annunzio al signor dottore che i fantasmi non furono due, ma uno solo, il quale partì da una parte e tornò dall'altra.
EMILIA
E...
LIVIA
Permetta... Ho assunte le necessarie informazioni... Ed ora, prima di svelare il mistero, prego la signora Emilia di venirmi alleata...
(Emilia inquieta).
LIVIA
Tacendo..., mi permettano di chiamare loro due a giudici della condotta di un signore di mia conoscenza.
ORAZIO
Ma...
LIVIA
Lei non ha la parola!
GARBINI
Brava! gliela levi.
ORAZIO (minaccioso)
Con te...!
LIVIA
Che ne dicono di un signore, il quale fa ad una donna rispettabile l'onore di chiederne la mano, che quasi l'ottiene, e poi per un nonnulla, per una parola afferrata di volo, male intesa e peggio interpretata, per una combinazione fortuita di circostanze da commedia, edifica contro questa rispettabile signora un intero edifizio di sospetti, l'uno più oltraggioso dell'altro e non si rimane ai sospetti, ma contribuisce a sollevare una tempesta, in un bicchier d'acqua se vogliono, ma pure una vera e rumorosa tempesta?
GARBINI
L'ho provato io! Come parla bene!
LIVIA
Se la gelosia non fosse castigo a sè stessa, se chi dovrebbe punire non fosse un giudice troppo parziale per non sentirsi inclinato alla indulgenza, io domando loro se una così irragionevole condotta non meriterebbe la più severa ed inesorabile delle punizioni?
ORAZIO
Ma...
GARBINI
Zitto!
LIVIA
Eccomi invece disposta a far grazia, ma ad un patto.
GARBINI
Accettato!
LIVIA
Il reo faccia ammenda onorevole.
(Orazio sorride).
LIVIA
No?
ORAZIO
Quando abbiate dimostrato...
LIVIA
No, prima.
GARBINI
Prima.
ORAZIO
E tu...?
GARBINI
Voglio morire se ne capisco nulla, ma la signora Livia ha ragione.
ORAZIO
Lo provi.
LIVIA
Ah!
GARBINI
Presto, presto.
LIVIA
Orazio vi prego di domandarmi scusa.
ORAZIO
Ma...
LIVIA
Nessun ma, ve ne prego.
ORAZIO
Ebbene... vi chiedo scusa.
LIVIA
Grazie. Ed ora,... signora Emilia, ho incontrato suo marito. Non le pare che sarebbe generoso perdonare anche a lui?
EMILIA
Perdonare?
LIVIA
Gli ho promesso che sarei riuscita a tranquillarlo, e non aspetta che un mio cenno per salire... Non lo tenga più oltre in sospeso, le assicuro che è punito abbastanza.
EMILIA
Ma...
LIVIA
Glielo dica, via, che fu lei all'appuntamento che egli aveva chiesto a me.
EMILIA
Come!... era?...
LIVIA
Via, davanti a questi signori si può parlare. Sa che ho ammirato la sua perspicacia! Come ha fatto a capire che quella lettera era di suo marito?
GARBINI
Oh!
EMILIA
Eh... ne conosco lo stile.
ORAZIO
Quella lettera era...?
LIVIA
Sicuro. Si è vendicata con molto spirito!
EMILIA (ride)
Oh! oh! Lei avrebbe fatto altrettanto!
LIVIA
Lo chiamo?
GARBINI
Lo chiamo io. Ah! ah!... Credano che respiro. — Baldassarre... Baldassarre. — Ho pensato d'impazzire!
ORAZIO
E non sa nulla ancora?
LIVIA
Nulla.
GARBINI
Ora me la godo (Ride — ridono tutti).
SCENA XVI.
Baldassarre poi Steiger, Carletto e detti.
BALDASSARRE (entra e rimane in asso)
Ridono!?
(Tutti ridono più forte).
LIVIA
Qui, signor Baldassarre.
BALDASSARRE (brusco)
Eccomi.
LIVIA
Le ho promessa la luce.
BALDASSARRE
Ma non in presenza...
LIVIA
Oh lasci.
CARLETTO (a Garbini)
Signore, c'è la guida.
ORAZIO (sospettoso)
Che guida?
GARBINI (a Carletto)
Fallo venire.
CARLETTO (chiamando)
Steiger?
(Steiger entra).
GARBINI
Dunque quanto vi do?
STEIGER
Mi dia metà prezzo. Ho perduto la giornata.
GARBINI
Metà prezzo di che?
STEIGER
Siamo andati fino al ghiacciaio.
BALDASSARRE
Quando?
STEIGER
Stamattina; e poi il signore ha avuto una tal paura per un po' d'acqua...
GARBINI
Paura!
BALDASSARRE
Ci sei andato?
GARBINI
Se te l'ho gridato nelle orecchie!
(Tutti ridono).
BALDASSARRE
E il tuo cappello...?
GARBINI
Stamane.
BALDASSARRE
E lo scialle?
LIVIA
Ne domandi a sua moglie.
BALDASSARRE
Dunque?
EMILIA
Conosci tu questa lettera?
BALDASSARRE
La mia!... Signora Livia...?
EMILIA
Non era mio diritto sorprenderti?
BALDASSARRE
Ah! ah! eri tu? — Era mia moglie! Oh! oh!... Era lei!
GARBINI
Era lei!
BALDASSARRE
E hai presa la piova!... (Rimane un momento senza parola, poi s'avvicina a Garbini, dicendogli): Poveretta! Come mi vuol bene!
GARBINI
Me ne rallegro tanto!
(Cala la tela).
FINE DELLA COMMEDIA.