Note 17 — DE LORD BYRON.
Paulin Paris translation
Note 17:
(retour)
In Pisa abbiamo continuato anche più rigorosamente a vivere lontano dalla società. Essendosi però in Pisa molti Inglesi, egli non potè scusarsi dal fare la conoscenza di varii amici di Shelley, fra i quali uno fu M. Medwin. Essi lo seguitavano al passaggio, pranzavano con lui, e certamente si tenevano felici della apparente intimità che loro accordavà un uomo così superiore. Ma nessuno di loro fu ammesso mai a porta della sua amicizia, che egli non era facile a accordare. Per Shelley, egli aveva dell' affezione, e molta stima pel suo carattere e pel suo talento, ma non era suo amico nell' estensione del senso che si deve dare alla parola amicizia. Talvolta parlando egli de' suoi amici, e dell' amicizia, come pure dell' amore, e di ogni altro nobile sentimento dell' anima, potevano i suoi discorsi far nascere dei dubbii sui veri suoi sentimenti, e sulla bontà del suo cuore. Una impressione momentanea regolava i suoi discorsi; e di più egli amava anche a rappresentare un personnaggio bizarro, e qualche volta anche peggio,--specialmente con quelli che egli pensava volessero studiare e fare delle scoperte sul suo carattere. Ma nell'inganno non poteva cadere che una piccola mente, e un osservatore superficiale. Bisognava esaminare le sue azioni per sentire tutta la contradizzione che era fra di esse e i suoi discorsi; bisognava vederlo in certi momenti in cui per una emozione improvvisa e più forte della sua volontà, la sua anima si abbandonava interamente a se stessa, bisognava vederlo allora per scoprire i tesori di sensibilità e di bontà che erano in quella nobile anima.
Fra le tante volte che io l'ho veduto in simili circostanze, ne ricorderò una che risguarda i suoi sentimenti di amicizia. Pochi giorni prima di lasciare Pisa, eravamo verso sera insieme seduti nel giardino del palazzo Lanfranchi. Una dolce malinconia era sparsa sul suo viso. Egli riandava col pensiero gli avvenimenti della sua vita, e faceva il confronto colla attuale sua situazione, e quella che avrebbe potuta essere se la sua affezione per me non lo avesse fatto restare in Italia; e diceva cose che avrebbero resa per me la terra un paradiso, si già sino d'allora il pressentimento di perdere tanta felicità non mi avesse tormentata. In questo mentre, un domestico annonciò M. Hobhouse. La leggiera tinta di malinconia sparsa sul viso di Byron fece luogo subitamente alla più viva gioja; ma essa fu così forte che gli tolse quasi le forze. Un pallore commovente ricoperse il suo volto, et nell'abbracciare il suo amico, i suoi occhi erano pieni di lacrime di contento. E l'emozione fu così forte, che egli fu obligato di sedersi, sentendosi mancare le forze.
La venuta pure di lord Clare fu per lui un'epoca di grande felicità. Egli amava sommamente lord Clare;--egli era così felice in quel breve tempo che passò presso di lui a Livorno, e il giorno in cui si separarono fu un giorno di grande tristezza per Lord Byron. «Io ho il pressentimento che non lo vedrò più,» diceva egli; e i suoi occhi si riempironò di lacrime; e in questo stato l'ho veduto per vari settimane dopo la partenza di lord Clare, ogni qual volta il discorso cadeva sopra di codesto amico.