Note 19 — CONTINUAZIONE DEL CAPITOLO V.
Reading edition
In certa oda ad Petrum Carnesecchum del Flaminio soppressa per cautela del Mancurti occorrono questi versi:
Non loci tamen ulla temporisve Intervalla, tuos mihi lepores, Non mors ipsa adiment. Manebo tecum, Tecum semper ero tibique semper Magnam partem animæ meæ relinquam.
I quali recati nel volgar nostro suonano così: «nè di tempo spazio nè di luogo nè la morte stessa fie che mi tolga le grazie tue; sempre teco starommi e teco sempre sarò e a te pur sempre di questa anima mia lascerò gran parte.» Questo altro non prova se non che le bugie possono significarsi tanto bene in latino quanto in italiano; vero è che l'oda fu soppressa dal Mancurti, ma il Flaminio non avrebbe operato diverso, sendo uomo pusillanime e rimesso secondatore dei tempi.