Note 38 — CAPITOLO X.
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Combattendo guerre non proprie e per conto altrui, ogni momento ci tocca per fino bisticciarci per vendicare lo infelice onore di avere sparso il nostro sangue in pro' di Spagna, di Francia, o dello Impero. Nella vita di Carlo V lo spagnuolo Ulloa afferma — che dato l'assalto dagli Spagnuoli e dai Cavalieri di Rodi, fu presa la città — e non è vero; la fanteria spagnuola non aveva pari in fermezza, almeno dopo che fu disciplinata dal Consalvo: in agilità, e nei subiti moti la superavano i fanti italiani delle Bande nere, dello Alviano, e in generale tutte. La battaglia del Garigliano fu vinta massime dalla speditezza delle nostre milizie; e comecchè fino dai tempi di Ferdinando il Cattolico gli Spagnuoli avessero una banda di escaladores, che condotti da Ortenga fecero buona prova nelle guerre di Granata, pure dopo le loro conquiste d'Italia commisero la impresa di assaltare le mura nemiche preferibilmente agl'Italiani.