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Vita di Andrea Doria, Volume II

Note 37 — CAPITOLO X.

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Adoperandosi gli scrittori di storie a comporre la vita di Andrea Doria, voglionsi considerare attentamente due cose, lo stato loro e la nazione alla quale appartengono: i Genovesi, e per ordinario gli Spagnuoli, levano a cielo Andrea dove possono, dove no, o tacciono i fatti o gli alterano; tutto il contrario costumano i Francesi e i Fiorentini, i primi per astio di avere perduto la prevalenza su i mari dopo che gli ebbe abbandonati il Doria, i secondi per rancore che egli pigliasse parte a ridurli in servitù. Così l'Adriani, che pure dettò storie sotto il Principato ed è storico assai modesto, tuttavia procede acerbo contra il Doria, e coglie ogni occasione per aggravare le sue colpe, e diminuire la sua virtù, e in questo luogo, per torgli il pregio delia diligenza, afferma che Andrea portò il soccorso dopo la fazione terrestre combattuta contro il Dragutte, il che non pare vero; come anco le discordie, che furono causa di molti danni, mette tra il Doria e il Vega, mentre non ce ne furono o ci furono comuni con gli altri capitani; anzi a dubitare che tra Andrea e il Vega ci potessero correre, basti avvertire che Andrea ebbe titolo di capitano supremo ma pel mare, mentre le cose di terra governava il Vega. Occasione di lite poteva darsi tra il Toledo e il Vega, imperciocchè quantunque quegli avesse il comando delle galee napoletane, pure gli fu commessa la condotta delle fanterie di Napoli.

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