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Vita di Andrea Doria, Volume II

Note 11 — CAPITOLO VIII.

Reading edition

Lettere stampate dal signore A. Olivieri bibliotecario della Università di Genova in appendice alla congiura di Gianluigi Fiesco dettata da Lorenzo Cappelloni; la quale insomma è frammento della vita scritta dal medesimo autore di Andrea Doria: le si hanno meritamente in molto pregio, e più l'avrebbero se fossero ridotte a buona lezione. Questo il tratto a cui si allude. Lettera di Raffaello Sacco al magnifico messere Pierfrancesco Robio Grimaldo del 9 luglio 1547, 3 giorni prima il supplizio del conte Girolamo, del Verrina, e del Cangialancia: — ho inteso che Verrina vuol persuadere, ch'io sia stato l'autore del disordine seguito, e non lui, parendogli che per la comune inclinazione si ha contro i Savonesi gli sarà facile, giusto che vede esser morto Vincenzo Calcagno qual poteva ben chiarire la verità, e che io sono assente. — E qui si offre mostrare la innocenza sua, e la colpa del Verrina.

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