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Vita di Andrea Doria, Volume I

Note 35 — CAPITOLO VI.

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Questo strano caso racconta Michele Montagna nei suoi viaggi d'Italia, e conferma l'ambasciatore veneziano Antonio Tiepolo nella sua relazione al Senato. Mutinelli, S.ia arcana, T. I, p. 121 — furono presi undici fra Portoghesi e Spagnuoli i quali, adunatisi in certa chiesa prossima a San Giovanni Laterano, facevano alcune loro cerimonie, e con tremenda scelleraggine, bruttando il sacrosanto nome di matrimonio si maritavano l'un l'altro, congiungendosi insieme come marito con moglie. Ventisette si trovavano e più insieme il più delle volte, ma questa volta non ne hanno potuto cogliere più che questi undici, i quali anderanno al fuoco come meritano. — Il Montagna c'istruisce in virtù di quale argomento essi si conducessero a ciò fare: la fornicazione, essi dicevano, è peccato: nondimanco col rito chiesastico diventa sacramento; dunque la santità del medesimo rito torrà via la materia peccaminosa da ogni e qualunque altra congiunzione. La Inquisizione approvando la maggiore e la minore del sillogismo, trovò che la conseguenza peccava, e sposati e sposatori condannò ad essere arsi vivi. Certo il sillogismo era sbagliato, ma correggerlo col fuoco parve eccessivo.

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