Note 16 — CAPITOLO V.
Reading edition
A insegnamento perenne mettiamo qui la lettera come si legge nei Documenti di Storia italiana pubblicati dal Molini, tom. II pag. 54: — Sire. Mentre el Capitano Andrea Doria è stato al servizio di V. Mayestà li havemo portato benevolenza et honore, vedendolo acepto servitore del nostro re. Essendo poi partito da V. Mayestà ce ne siamo doluti quanto se pò dolere sentendo, che a V. Mayestà ne dispiace, che ultra la offesa del nostro Signore, posia, essendo di una medesma casa, havere fato suspeti appresso de vostra Mayestà quello, che la fidelle nostra servitù non merita, la quale da li nostri passati è stata osservata a li predecessori de V. Mayestà, e sarà da noi fidilissimamente in sino a la fine, come di ciò havemo longamente ragionato con Monsur il Marichial Trivulcy locotenente di V. Mayestà in questa città, et speriamo con le opere di fare ogni dì più chiaro in che adopereremo le facultà e le vite insieme a tutte le volte che bisognerà farlo in servitù di S. Mayestà, la quale umilmente suplichiamo ad haverci per ricomandati e non permettere, che li errori di uno posino nocere a tuti noi, e parenti, e amici nostri. Sire per non dare più tedio a V. Mayestà faremo fine alla presente, pregando Dio, de bon core per la felice vita e glorioso Stato di V. Mayestà. Da Genova a di xviij di Agosto del MDXXviij.