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Virgilio nel Medio Evo, vol. II

Note 242 — CAPITOLO VIII.

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Crediamo far cosa utile riproducendo fra i documenti in fondo a questo volume anche questo poemetto che porta il titolo: Vita, conversione e morte di Pietro Barliario nobile salernitano e famosissimo mago, composta da Filippo Cataloni romano. Lucca, s. a. in-12.º di p. 24. Un'altra redazione in versi, meno completa, e che non contiene l'episodio da noi citato, porta il titolo: Stupendo miracolo del Crocifisso di Salerno con la vita e morte di Pietro Bailardo famosissimo mago, opera nuova per consolazione dei peccatori posta in ottava rima e data in luce da Luca Pazienza napoletano, In Lucca, 1799, per il Marescandoli, 12 p. in-12.º Queste due redazioni mi sono state gentilmente comunicate dal prof. D'Ancona.

Credesi che questo Pietro Barliario (detto poi Bailardo o Baialardo) esistesse realmente, e che per occuparsi di scienze naturali e d'alchimia, passasse per mago. Sarebbe morto frate, fra i Benedettini a Salerno, il 25 marzo 1149. Almeno questo asserisce il Mazza, il quale dice di aver veduto il suo sepolcro sul quale ei lesse: «hoc est sepulcrum m. magistri Petri Barliarii»; Urbis salernitanae hisioria, p. 33 sg. (in Thes. Graev. et Burm. IX, 4). Ved. De Renzi, Storia della medicina in Italia, II, p. 118. Il popolo napoletano attribuisce a Barliario il così detto Ponte di Caligola; Ved. Ampère, L'empire romain à Rome, II, p. 9; cfr. anche sul Barliario o Bailiardo, Busk Folklore of Rome n.º 199. Fr. Sabatini, Abelardo ed Eloisa secondo la tradizione popolare, Roma 1879 il quale malamente torna a confonderlo con Pietro Abelardo; contro questo errore ved. D'Ancona, Varietà storiche e letterarie I serie. Milano 1883; cfr. anche Torraca in Rassegna settimanale VI (1880) n.º 155 p. 397 sg.

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