Note 124 — CAPITOLO V.
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Il re Sarcâf «fece un'anitra d'ottone e la pose alla porta della città su di una colonna di marmo verde; quando uno straniero veniva nella città questa anitra batteva le ali e gridava in modo che tutti gli abitanti udivano, e così arrestavano lo straniero.» Ved. Orient und Occident, I, p. 331; cf. p. 335 e 340; vedi anche l'articolo di Liebrecht, ib., III, p. 360, 363. Floro nel narrare il fatto di Manlio parla di una sola oca. Virgilio nello scudo d'Enea rappresenta quella sola oca (d'argento). Aen. 8, 652 sgg. Dante, De Monarch. dice: «anserem ibi ante non visum cecinisse Gallos adesse.» Il canto dei soldati di Modena (X sec.) dice:
«Vigili voce avis anser candida fugavit Gallos ex arce romulea pro qua virtute facta est argentea et a Romanis adorata ud dea.»
ap. Du Méril, Poésies pop. lat. ant. au XII sièc., p. 269. — Massmann pretende spiegar la leggenda riferendola alle statuette semoventi che accompagnavano alcuni orologi, uno dei quali trovavasi in Campidoglio; Kaiserchronik, III, p. 425. Egli l'attribuisce a Tedeschi (p. 424); noi la crediamo piuttosto d'origine bizantina. Altrimenti Graf (op. cit. I, p. 201 sgg.) il quale la crede nata a Roma nel IV o V sec. per una trasformazione delle antiche idee romane sull'arce Capitolina come difesa e propugnacolo dell'impero di Roma.