Note 285 — CAPITOLO IX.
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Secondo la leggenda, la statua ch'era in Sicilia, menzionata da Olimpiodoro, della quale abbiamo già parlato (p. 39), da una gamba profondeva acqua perenne, dall'altra fuoco sempre ardente. Dalle tre teste di serpenti del famoso tripode di Costantinopoli, il popolo credeva scaturisse un tempo nei giorni di festa acqua, vino e latte. Vedi Bondelmonti, Liber insularum (ediz. De Sinner), p. 123.