Note 279 — CAPITOLO IX.
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«Preso un piccol carbone, a disegnare Incominciò una barca in quell'istante; Indi poi i compagni ebbe a chiamare Che ponessero in quella le lor piante. Ridevan quelli e pur per soddisfare Il suo pensier, che a liberarli è amante, Di sei ch'erano entrare un sol non vuole, Perchè fede non presta a sue parole. Ma lo stolto n'avrà doglia e rancore; La barca è presto in aria sollevata, E se ne uscì dalla prigione fuore Benchè la porta fosse ben serrata; Per l'aria se n'andava, o gran stupore! Ed in parte lontana è già arrivata. E come l'aurora i raggi sparse Ognun di quei trovossi alle lor case.» (p. 18).
Cf. Orioli, Spighe e paglie (Corfù, 1845), III, p. 190.