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Virgilio nel Medio Evo, vol. II

Note 274 — CAPITOLO IX.

Reading edition

Ved. v. d. Hagen, Briefe in die Heimath, IV, p. 118. Frequente è la denominazione di Scuola di Virgilio nei documenti e disegni dell'epoca relativi al Settizonio, i cui residui furon disfatti per ordine di Sisto V; cfr. Hülsen Das Septizonium des Septimius Severius (XLVI Winkelmannsprogr.) Berlin, 1886, p. 30, Stevenson Il Settizonio Severiano in Bull. della Comm. arch. comun. di Roma 1888, p. 272. — Il nome di Scuola di Virgilio è tuttora applicato in Napoli ad una località posta in riva al mare, ove dicesi fosse un tempio della Fortuna o di Venere Euplea. Ho cercato invano esempi di questa denominazione data a quel luogo, che risalgano al medio evo. In quanto abbiamo di leggende virgiliane poste in iscritto essa non figura mai. Nel libretto popolare d'origine francese (Les faits merveilleux de Virgile), di cui parleremo fra non molto, è menzione di una scuola di negromanzia che Virgilio avrebbe fondata a Napoli, e quindi taluni hanno creduto che a ciò si riferisse quel nome. Io invece credo l'inverso, che cioè questa denominazione abbia dato luogo a quella aggiunta fatta alla leggenda nel libretto. Un pescatore napoletano stabilito presso alla Scuola di Virgilio, narrava ad un forestiero, di cui a suo luogo citeremo per esteso la relazione, che ivi Virgilio soleva dar lezione al principe Marcello; ed infatti ciò s'accorda colla Cronica di Partenope, in cui Virgilio figura come maestro di Marcello. Questo basta a spiegare quel nome, nè è d'uopo ricorrere, come qualcuno ha fatto, ad una derivazione di scuola da scoglio.

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