Note 509 — CAPITOLO XIV.
Reading edition
Scartazzini (Dante Alighieri, seine Zeit etc. Biel 1869, p. 232 sgg. e Zu Dante's innere Entwicklungsgeschischte in Jahrb. d. deutsch. Dantegesellesch. III, 19 sgg.) sostiene, fondandosi principalmente sull'ultimo canto del Purgatorio, che in certa epoca della vita del poeta il dubbio s'introducesse nell'animo suo, e gravi oscillazioni si determinassero nella sua coscienza, senza però ch'ei giungesse mai ad una negazione o ad essere scettico o indifferente. Neppur io ho mai potuto convincermi che una mente tale a cui fu dato vedere tanto al di là delle menti contemporanee, non avesse dei momenti di dubbio, e non sentisse, almeno momentaneamente, il debole della credenza cristiana. Ma ciò in ogni caso non poteva avvenire che per fatto d'impulsi istintivi e passeggeri, poichè era del tutto impossibile allora andar più oltre in tal materia, formulando per via dialettica e con quieta coscienza una ferma negazione. La mente la più robusta mancava del punto d'appoggio per usare la sua potenza a sollevare, nell'indagine del vero, la plumbea cortina dell'idea religiosa. La filosofia dell'esperienza non era nata.