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Virgilio nel Medio Evo, vol. I

Note 498 — CAPITOLO XIV.

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«Questo (volgare) sarà quel pane orzato del quale si satolleranno migliaia e a me ne soverchieranno le sporte piene. Questo sarà luce nuova, sole nuovo il quale sorgerà ove l'usato tramonterà, e darà luce a coloro che sono in tenebre e oscurità, per lo usato sole che a loro non luce.» Convito, I, 13. Dinanzi a questa profonda, miracolosa divinazione di quell'erculeo intelletto, quanto ridicolamente meschino appare il sussiego aristocratico con cui disprezzano il volgare i perrucconi dell'epoca, e quanto paiono bambini quegli amici di Dante che, come Giovanni del Virgilio (Carm. v. 15) lo consigliavano a scrivere in latino il suo poema perchè «clerus vulgaria temnit!»

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