Note 480 — CAPITOLO XII.
Reading edition
«Auditoribus usus erat lacialiter fari neque ausus est quisquam coram magistro lingua barbara loqui.» Bruno, Vit. S. Adalberti, 5 (ap. Pertz, Scriptor. rer. Germ. IV, p. 577). È comunissimo negli scrittori non latini del medio evo il chiamar sè stessi e la loro lingua barbari. Possono bastare a dar saggio di ciò i luoghi notati sotto la parola barbarus negli indici dei vari volumi degli Scriptt. rer. Germ. Veggasi anche la nostra nota a p. 163.