Note 402 — CAPITOLO X.
Reading edition
Delle molte edizioni di questa biografia io adopero e cito costantemente (come già dissi) quella del Reifferscheid che, come di diritto, ha restituito a Svetonio tutta la parte genuina di essa, Svetoni praeter Caesarum libros reliquiae, Lips. 1860, p. 54 sgg. Per la critica e la storia di questa antica biografia è indispensabile consultare l'importante lavoro dell'Hagen, il quale ne ha dato una nuova edizione critica (Scholia Bernensia ad Vergil. Bucol. et Georg. p. 734 sgg.), aggiungendo anche quella parte relativa alla poesia bucolica che nel commento di Donato veniva immediatamente dopo la biografia. Ved. anche Nettleship, Ancient lives of Virgil, Oxford 1879; Beck ad Verg. vit. Svetonian. in Jahrbb. f. Philol. 1886 p. 502 sgg.
Il Wölfflin pubblicò nel Philologus del 1866 (p. 154) la prefazione di Donato, che trovasi premessa alla biografia in un codice parigino coll'indirizzo «Fl. (legg. Ael.) Donatus L. Munatio suo salutem.» L'editore, il Baehr (p. 367) ed altri hanno erroneamente considerato quel testo come una prefazione alla biografia; il che, come nota Baehr, a causa delle parole che in esso s'incontrano «de multis pauca decerpsi» starebbe contro l'idea che questa sia tutta desunta da Svetonio. Ma basta leggere con qualche attenzione quello scritto per accorgersi che esso non è una prefazione alla sola biografia, bensì a tutto il commento. Certamente alle interpretazioni del commento si riferisce ciò che Donato dice della propria opinione mescolata all'altrui (admixto sensu nostro), e non ad altro si possono riferire le parole della fine «si enim haec grammatico, ut aiebas, rudi ac nuper exorto viam monstrant ac manum porrigunt, satis fecimus iussis.»
Da questa prefazione apparisce che tutto quel lavoro di Donato era essenzialmente una compilazione, quantunque ci mettesse anche del suo, come dice egli stesso, e come si rileva anche da Servio. Egli fece come Macrobio nel riferire le idee e i fatti appresi da altri; cioè, senza citare per lo più i nomi, riferì esattamente le parole degli scrittori adoperati: «Agnosces igitur saepe in hoc munere conlatitio sinceram vocem priscae auctoritatis. Cum enim liceret usquequaque nostra interponere, maluimus optima fide, quorum res fuerat eorum etiam verba servare.» Ciò trova la sua applicazione anche nella biografia tolta di peso da Svetonio.
Sui MSS. e sul testo di questa biografia cf. Hagen, op. cit., p. 676 sgg. 683 sgg.