Note 333 — CAPITOLO VIII.
Reading edition
Zink (op. cit., p. 27) crede che sia andata perduta la fine dell'opera o che l'autore l'abbia lasciata in tronco. Jungmann (op. cit., p. 73) osserva giustamente che nè l'una nè l'altra cosa può ammettersi. E realmente si vede chiaro che dall'ottavo libro in poi l'autore, annoiato del suo lavoro, ha tirato giù in fretta chiudendo in quel brusco modo.