Note 245 — CAPITOLO VI.
Reading edition
Le moderne scoperte di scritti classici ricavati da palimpsesti hanno fatto pensare e scrivere a parecchi uomini poco informati di queste materie, che sistematicamente, per odio contro le lettere pagane, i monaci cancellassero dalle pergamene le opere degli antichi scrittori pagani, sostituendovi scritti d'argomento sacro. Questo è un grosso errore. Molto frequentemente gli scritti cancellati sono scritti cristiani, opere di padri ed anche i sacri testi; anzi talvolta trovansi scritti profani sostituiti a scritti sacri; così, p. es., in un palimpsesto vedesi cancellato il testo di S. Paolo e sostituita a questo l'Iliade. Pur troppo (lo so per esperienza) assai spesso i palimpsesti tradiscono così le speranze dello studioso, che ci si affatica sopra aspettandone qualche grande scoperta di letteratura classica! Chi intorno a ciò desidera informazioni più estese, può consultare oltre allo scritto speciale di Mone, De libris Palimpsestis, Carlsr. 1855, il libro di Wattenbach, Das Schriftwesen im Mittelalter (Leipz. 1871) p. 174 sg.