Note 49 — CAPITOLO II.
Reading edition
Lucrezio, che morì quando Virgilio era quindicenne, non solo lascia sentire nel suo poema questo conato, ma ne parla anche apertamente: (lib. I, 135)
«Nec me animi fallit Graiorum obscura reperta difficile inlustrare latinis versibus esse, multa novis verbis praesertim cum sit agendum, propter egestatem linguae et rerum novitatem.»
Cfr. anche, I, 831 e III, 257; Heffter, Geschichte der lateinischen Sprache während ihrer Lebensdauer, p. 124. Veggasi anche Herzog, Untersuchungen über die Bildungsgeschichte der griechischen und lateinischen Sprache, (Leipz. 1871) p. 196 sgg., il quale però giudica con frettolosa leggerezza i poeti augustei (p. 213), e dimentica del tutto l'importanza e l'influenza di Virgilio in fatto di lingua nella scuola e nelle opere grammaticali e nella produzione letteraria!