Note 60 — CAPITOLO II.
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Questo grammatico, maestro di Lucano e di Persio, non esitava a servirsi di espressioni dure nella sua critica virgiliana (abiecte sordide, indecore etc.). Ma i principali suoi appunti, di cui oggi abbiamo ricordo, si riducono a futili cavilli o ad aperti errori. Pure egli era ammiratore del Mantovano, come si rileva dalle sue stesse parole: «iamque exemplo tuo etiam principes civitatum, o poeta, incipient similia fingere.» Charis. p. 100 (ed. Keil).