Note 55 — CAPITOLO II.
Reading edition
Vero e giusto è anche quel d'Orazio (sat. I, 10, 45):
«molle atque facetum Vergilio annuerunt gaudentes rure Camenae.»
È da notare però che queste parole, come già esse lo dicono chiaramente (rure), non si riferiscono che alle Bucoliche e alle Georgiche. Quando Orazio scrisse il primo libro delle satire in cui esse sono contenute (dal 41 al 35 av. Cr., secondo i più), l'Eneide non era neppure ancora in mente di Virgilio; il poeta in quel tempo occupavasi delle Georgiche. Se le opinioni sulle date non fossero tanto varie ed incerte, si potrebbe anche affermare che le parole di Orazio non si riferiscono che alle Bucoliche. Certo se Orazio avesse conosciuto il poema, non si sarebbe contentato di caratterizzare la poesia del suo amico con quelle parole. Virgilio era morto ed il poema era già pubblicato quando Orazio scrisse l'Arte poetica (9, o 10 av. Cr.); ma la sola menzione di Virgilio che ricorra in questa (v. 53) non riguarda che un confronto fra l'antica e la nuova scuola in generale quanto alla lingua.