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Virgilio nel Medio Evo, vol. I

Note 32 — CAPITOLO I.

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Niente di meno serio dell'idea espressa da qualche critico moderno (V. fra gli altri Teuffel, Gesch. der röm. Litt. p. 391) che la natura molle e mite di Virgilio non fosse tagliata per l'epopea. Dicano, di grazia, questi signori quale dei poeti epici della stessa categoria a cui Virgilio appartiene può dirsi nato per l'epopea. Forse il platonico Tasso, o il pio Milton, o il mistico Klopstock? E come fra tanti poeti d'arte così diversi per stirpe e per carattere, il solo molle Virgilio ha saputo fare il meglio in questo genere, mentre il titanico e multilaterale Göthe quando a ciò si è voluto provare ha messo fuori quell'aborto che è l'Achilleide?

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