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Uno dei Mille della spedizione garibaldina nel Mezzodì d'Italia

Note 33 — CAPITOLO XI. Palermo.

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L’albo del garibaldino milanese contiene anche un breve cenno storico della città di Palermo, cenni che noi riportiamo in una nota, onde non annojare il lettore che non amasse d’essere sviato di troppo con narrazioni di cose che egli forse sa già da un pezzo.

Secondo Tucidide e Polibio, questa città venne fondata da una colonia di Fenicj. I Cartaginesi, che se ne impadronirono di poi, ne fecero la capitale dei loro possedimenti nella Sicilia, ed il centro di un animato commercio. Cadde in potere dei Romani nel 255 prima di Cristo, dopo che Metello ebbe riportato, sotto le sue mura, una segnalata vittoria sui Cartaginesi. I Romani le concessero molti privilegi, e fu considerata come città libera ed alleata.

Più tardi i Saracini la scelsero anch’essi a capitale dei loro possedimenti nell’isola. Roberto e Ruggiero la presero nel 1077. Da quell’epoca in poi essa fu sempre considerata come la capitale della Sicilia, e soggiacque a tutte le vicende alle quali andò soggetta quest’isola. Nel 1282 fu teatro del famoso Vespro siciliano. Nel 1676, il duca di Vivone bruciò nel porto di Palermo una flotta olandese. I Borboni vi si rifuggirono nel 1806 e, due anni dopo, gli Inglesi, onde proteggerla, vi recarono forze considerevoli, e vi si stabilirono militarmente sino al 1814.

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