Note 15 — CAPITOLO QUINTO
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È bello raffrontare il carattere dei ciukci con quello dei lapponi. Anche quei fratelli orientali dei nostri buoni amici di Scandinavia sono benevoli, teneri in famiglia; nè ladri, nè omicidi. Se date ad un bambino un dolce o una leccornia qualunque, invita fratellini ed amici a dividere il dono con essi. Nulla assaggiano i figliuoli senza prima offrire ai genitori e ottenere licenza di mangiare. Quei poveri fanciulli a sette od otto anni incominciano a seguire le carovane, che vanno alla pesca della foca, a 9 o 10 anni guidano già un equipaggio di sette od otto cani; a 13 o 14 hanno già un arpone, una lancia ed un arco, armi che non poseranno più fino all’ultimo respiro. Son gente allegra e felice. I ciukci sono molto ospitali e un tempo offrivano le loro donne al loro ospite. Ciò non avviene più, benchè si debba dir che le donne ciukce non conoscono affitto il pudore.
Anche i ciukci amano poco la musica e non hanno altri strumenti musicali che un tamburo fatto colla vescica di foca ed una viola ad una corda. Conoscono poche canzoni con ritornelli monotoni e dolci. Le sole ragazze ballano e la loro danza consiste in piccoli salti, ora a destra ed ora a sinistra, storcendo orribilmente gli occhi e gemendo e soffiando come le loro belve e i loro cetacei.
Molte analogie esteriori si trovano fra i nostri lapponi e i ciukci. Anche questi portano nell’inverno due vesti di pelliccia, una col pelo all’infuori, l’altra col pelo all’indentro. Anch’essi, quando riposano, sogliono con un rapido movimento ritirare un braccio o ambedue le braccia dalle maniche, onde riscaldarle meglio. Anch’essi non abbandonano mai il coltello, la pipa e la borsa di tabacco. Il nostro Bove vide più d’una volta ciccare le donne dei ciukci e i bambini lasciare il capezzolo materno per prendere in bocca la pipa.