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Turquois mosaic art in ancient Mexico

Note 109 — EXISTING SPECIMENS OF MOSAIC

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As Colini’s paper is not easily consulted, we append his description of these three Mexican wooden objects:

“L’idolo, a guisa di figura umana, è alto m.o. 45 [17¾ inches high]. La testa è molto grande, senza alcuna proporzione con le altre parti del corpo ed è sormontana da un ornamento. La faccia conserva ancora traccie del rosso con cui era colorita, il naso è piccolo ma largo e schiacciato, gli occhi sono incavature ovali ed hanno sotto tre incisioni circolari, come se si fossero volute rappresentare le occhiaje di persona vecchia o malata. Anche vicino agli angoli della bocca, poco sopra, sono incise due linee oblique, riempite di bianco, quasi a guisa di rughe. Tiene le braccia sollevate con le mani sull’ornamento della testa, ma le altre parti del corpo non sono affatto distinte. Posa sopra una base decorata con incisioni colorite in bianco, di cui manca però una parte, cosicché non è possibile comprendere pienamente la sua forma primitiva, la quale sembra che fosse rettangolare. In ogni modo era troppo sottile per sostenere l’idolo, e perciò dobbiamo credere che facesse parte di un apparecchio più complicato.

“Delle maschere l’una (V. Tav. in fine, fig. 2) nel tipo e nell’espressione somiglia a quella incrosta di mosaico, descritta da Ulisse Aldrovandi la quale oggi si conserva nel Museo Etnografico Nazionale di Roma [6⅞ inches high]. Il naso è lungo, sottile ed arcuato; ma non essendo incavato nell’interno, la maschera non potrebbe adattarsi faccia. Gli occhi consistono in rozze aperture ovali, sotto le quali, a breve distanza, sono incisi due profondi solchi, a guisa di semicerchi, come nell’idolo. Intorno la fronte, sopra la radice del naso, corre una larga fascia in rilievo. Fra le labbra inferiore allungate, esce la lingua, che si ripiega sul mento: della parte inferiore non è possibile formarsi un concetto perchè è stata tagliata. Conserva qua e là le traccie della tinta rossa, ma sono meno evidenti che nell’idoli. Sulla fascia della fronte, nella lingua e sul naso possono ancora notarsi delle linee incise, riempite di materia bianca.

“L’altra maschera (tav., fig. I) è lavorata con maggiore cura [7⅛ inches high]: ha la faccia simmetrica nelle varie parti e proporzionata. Le labbra sono piccole, ma, quello inferiore essendo rotto, non è possibile indovinarne la forma. Ha il naso arcuato, e largo alla base, ed è internamente incavato in modo che la maschera potrebbe adattarsi alla faccia, e siccome la bocca, le narici e gli occhi sono forati, cosi il portatore potrebbe benissimo vedere, respirare e parlare. Nella parte inferiore delle occhiaje, agli angoli, si notano due piccole incavature ad arco, la cui forma farebbe supporre che vi fossero adattati pezzi di madreperla a guisa di occhi, come in quelle del Museo Christy. In generale i lineamente mostrano quella espressione placida e contemplativa, che, secondo il Tylor, e caratteristica dei lavori aztechi e degli egiziani, tanto se si riguardano le massiccie sculture in pietra, quanto le piccole teste di terracotta. Ambedue queste maschere, nella parte superiore corrispondente alla fronte, hanno fori nei quali forse s’immettevano cordoncini per sospenderle: la prima ne ha due grandi agli angoli, l’altra quattro più piccoli intorno.” (See note under List of Works, 1885.)

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