Note 56 — SECOND LECTURE.
Reading edition
SONNET OF AGOSTINO CARRACCI.
Chi farsi un buon Pittor cerca, e desia, Il disegno di Roma habbia alla mano, La mossa coll' ombrar Veneziano, E il degno colorir di Lombardia, Di Michel' Angiol la terribil via, Il vero natural di Tiziano, Del Correggio lo stil puro, e sovrano, E di un Rafel la giusta simetria. Del Tibaldi il decoro, e il fondamento, Del dotto Primaticcio l'inventare, E un po di gratia del Parmigianino. Ma senza tanti studi, e tanto stento, Si ponga l'opre solo ad imitare, Che qui lasciocci il nostro Niccolino.
Malvasia, author of the Felsina Pittrice, has made this sonnet the text to his drowsy rhapsody on the frescoes of Lodovico Carracci and some of his scholars, in the cloisters of St. Michele in Bosco, by Bologna. He circumscribes the 'Mossa Veneziana,' of the sonnet, by 'Quel strepitoso motivo e quel divincolamento' peculiar to Tintoretto.